Archive

Archive for January, 2009

(Sempre Facebook) e i suoi paradossi

January 29th, 2009 No comments

Il vero Facebook

January 29th, 2009 No comments

Fiat, Alitalia e lo stato Italiano: una storia di droga

January 26th, 2009 No comments

E’ notizia di oggi che, causa la solita crisi economica, la FIAT si trovi per l’ennesima volta in gravi difficoltà e che 60.000 posti di lavoro sono a rischio (a fronte di un calo del 60% nelle vendite). Di fronte a una tale catastrofe non si può che rimanere sgomenti e immalinconirsi per tutti quei lavoratori che rischiano di rimanere a spasso. Poi però si continua nella lettura e si tira un sospiro di sollievo: l’a.d. Marchionne ha già invocato l’aiuto del governo; aiuto che – ci potete scommettere –  puntualmente arriverà. Bene. Posti di lavoro salvi. Ma ancora una volta questo tipo di visione è piuttosto miope. Perchè a me hanno sempre raccontato che la FIAT era un’azienda privata. Che alla guida c’era la famiglia Agnelli, la quale poteva attingere alla propria holding finanziaria IFI. Invece a quantopare mi sbagliavo. La FIAT è un’azienda statale, soprattutto quando va male. E in quanto tale pesa sulle tasche di tutti gli italiani. Questa volta come da tre decenni (almeno!) a questa parte. Siamo infatti dinanzi al paradosso che da trent’anni la maggior industria italiana beneficia di aiuti di Stato, sotto varie forme, tanto creative quanto inefficaci.

Su tutte basta ricordare la svendita di Alfa Romeo alla Fiat da parte dell’IRI di Romano Prodi o la più recente mobilità lunga accordata alla casa torinese qualche anno fa, strumento ad hoc, che accompagna alla pensione, a spese del contribuente, per 7  (sette!) anni, più di tremila esuberi Fiat. Certo, vi è l’asèettp sociale predominante per cui si salvano posti di lavoro. Ma fino a quando?

Il problema di fondo, a mio avviso, è la scarsissima lungimiranza gestionale di tante aziende statali, parastatali, substatali e pseudostatali: per motivi quasi esclusivamente politici si tappano le falle del momento, “drogando” le aziende con iniezioni di liquidità o incentivi, senza però pensare al futuro, quando l’effetto della droga svanirà e il povero malato impazzirà per averne un’altra dose (vogliamo poi parlare di Alitalia? Ricordo le battutacce dei signori di Lufthansa – per cui lavoravo – che raccontavano che nella loro società venivano attivate mediamente 10 persone per ogni volo in partenza. In Alitalia 60. No comment).  Non ci si rende conoto del fatto che alla lunga si rischia il collasso per overdose o per via dei neuroni bruciati? Non sarebbe forse ora di cominciare una cura seria, una disintossicazione graduale, in cui va bene salvare una quantità così consistente di posti di lavoro ma dove il passo successivo dovrebbe essere quello di cominciare a razionalizzare pian piano e soprattutto a far capire che di droga gli italiani non ne hanno più?

Pronti, via!

January 25th, 2009 No comments

Inizio del 2009. Barack Obama eletto negli Stati Uniti. Il Berlusca che nonostante tutto coi suoi accoliti continua a spararle grosse (in tutti i sensi). Il web che corre sempre più veloce ma che allo stesso tempo si consolida e sedimenta. Il mio lavoro di “web marketer” che cavalca l’onda lunga (senza offesa per quelli che web marketers lo sono davvero). Milano, l’Italia e il mondo in rapida trasformazione. Ma soprattutto una connessione velocissima da casa, dopo due anni di parassitismo nei confronti di un vicino sprovveduto che non mette la password alla connessione wireless. E, ovvimante, una rinata voglia di scrivere.
Tutti questi elementi mi hanno indotto ad acquistare un dominio e a ributtarmi nella rete in prima persona, un po’ allo sbaraglio, tante idee confuse ma anche tanta voglia di esprimerle ed organizzarle in qualche modo.

Quindi… Pronti, via!