Cellulare? No, smartphone
Leggo le ultime (o quasi) notizie sull’andamento del mercato degli smarphone. Come al solito credo che la parte più interessante sia quella che riguarda le previsioni sul futuro – molto prossimo: la società di analisi (Gartner) ritiene che quest’anno il mercato crescerà del 28% rispetto a una discesa del 4% di tutto il mercato cellulare. In altre parole, i palmari e i suoi fratelli stanno già cominciando a sostituire quello che tutt’ora chiamiamo comunemente “telefonino”.
Funzionalità avanzate, capacità di elaborazione, multimedialità, memorie più capaci ci stanno portando verso la diffusione su larga scala della versione mobile di quello che in un altro mio post ho chiamato “teleputer”, riferito al device fisso che un giorno avremo tutti in casa. Anzi, forse siamo di fronte al fenomeno della tecnologia più veloce (in termini di sviluppo) che supera quella più lenta. Non è del tutto improbabile che – se gli operatori si sbrigheranno a mettere a disposizione degli utenti italiani le tanto agognate tariffe flat - la vera svolta nello sviluppo della Rete in Italia possa venire dalla diffusione dei dispositivi mobili piuttosto che da quelli fissi, ovvero dai pc. O, se preferite, da quell’ibrido fra telefono e pc che sono gli smartphone. Come si dice: che vinca il migliore, a patto che il premio sia una sana penetrazione di internet!