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L’han detto in Tv? No, l’ho trovato su internet.

Segno dei tempi che cambiano. Fino a poco tempo fa (misurato in anni), la veridicità, l’autorevolezza, la sensatezza di una notizia, di un prodotto o di un giudizio erano per lo più avallati dalla frase “l’han detto in tivù”. Ora, almeno fra i più giovani, fra le classi sociali più evolute o comunque più colte, tale frase è stata sostituita da “l’ho trovato su internet”. L’oggettività dei fatti è ovviamente ben altra cosa: come diceva non so chi, una stupidaggine rimane una stupidaggine anche se la dicono trenta milioni di persone – al bar, in tivù, su internet o dove volete voi. Però, come riflettevo ieri sera a cena con amici, è significativo che una buona parte della popolazione consideri ora più attendibile la rete della televisione. Il problema rimane però che la Rete rimane un mezzo dalla fruizione individuale e come tale 10 persone diverse possono trovare 10 versioni differenti della stressa notizia o dello stesso dibattito. Con la tv no, il panorama è molto meno frastagliato e punti di vista differenti sono molto più rari. Ecco che allora il web è molto più democratico ma come tale molto più frammentato. Il segreto di un buon utilizzo del web – da un punto di vista di marketing politico, tanto per intenderci – è quindi riuscire a dare univocità ai messaggi in un ambiente che univoco non lo è per nulla, in modo da minimizzare la dispersione degli aderenti e di chi cerca un punto di riferimento. Beppe Grillo ha un bel dire quando parla della Rete come sinonimo di libertà e democrazia: per quello che vale, cercanodoli su Facebook, ho trovato un gruppo relativo al Partito Democratico e un altro elativo al PDL, rispettivamente con 562 e 1474 iscritti. Direi significativo.  Un’altra dimostrazioned della scarsa lungimiranza della sinistra italiana, che continua a lamentarsi del conflitto d’interessi sulla televisione di Berslusconi e intanto si fa surclassare proprio laddove gli elementi di apertura e democrazia sono maggiori. Cominciassero a guardare al presente e al futuro anziché continuare a lamentarsi del passato. Senno’ anche la coda lunga del web rischia di essere pestata dalle manie di protagonismo del Berlusca. Povero paese.

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