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Del perché Berlusconi è comunista

Quand’ero piccolo i miei genitori si sono sempre ben guardati dal parlarmi di politica e dal farmi capire da che parte stavano. Si sono limitati a crescermi con certi valori e principi. Così sono cresciuto con alcune convinzioni.
Sono convinto che quel che si ha ce lo si deve guadagnare con il sudore della fronte.
Sono convinto che nasciamo tutti uguali, con pari diritti e pari doveri. Poi crescendo smettiamo di essere tutti uguali e ci differenziamo in base ai nostri gusti, alle nostre capacità, al nostro lavoro e al nostro impegno. Ma alcuni diritti e soprattutto tutti i doveri rimangono sempre uguali per tutti.
Sono convinto che la ricchezza non sia immorale ma solo se non è a danno degli altri.
Sono convinto che ognuno debba essere libero come individuo e che la società debba essere costruita in modo tale da difendere la libertà di ciascuno. Ma sono anche convinto che la libertà di ciascuno finisca dove comincia quella degli altri.
Sono convinto che una società possa funzionare solo se tutti rispettano la legge, anche se la trovano ingiusta. E se la trovano ingiusta, le persone devono lottare per cambiarla, non per infrangerla.
Sono convinto che uomini e donne siano profondamente diversi e che le diversità vadano valorizzate, non ignorate. Valorizzate e soprattutto rispettate.
Sono convinto che gli esseri umani siano fondamentalmente egoisti e che alla fin fine perseguano ciascuno i propri interessi. Ma sono anche convinto che si possa trovare un equilibrio tra interessi diversi, soprattutto se vi è, ancora una volta, rispetto.
Sono convinto che il capitalismo sia decisamente imperfetto ma che sia fondamentalmente il minore dei mali. Così come sono convinto che lo Stato dovrebbe garantire l’istruzione, la sicurezza, la giustizia e la sanità dei propri cittadini. E poco altro. Intervenire il meno possibile, insomma. Ma quando interviene dovrebbe essere forte, deciso e sicuro. Allo stesso modo con tutti.
Sono convinto che le tasse dovrebbero essere il giusto prezzo per garantire l’istruzione, la sicurezza, la giustizia e la sanità di tutti. Non un iniquo balzello. E che tutti dovremmo essere sereni nel pagarle. Quindi pagarle tutti tutte.
Di tutte queste e tante altre cose mi sono convinto crescendo.

Successivamente, quando sono diventato un po’ più grande ho scoperto che la mia cultura famigliare era di stampo liberal-conservatore. Allora ho pensato che evidentemente ero di destra. E tutt’ora, anche se un po’ a fatica, lo penso.

Poi è arrivato Berlusconi. Lo guardo, lo seguo, vedo quello che dice e che fa. E se penso a tutte le cose in cui credo giungo alla conclusione che se io sono di destra e lui fa tutto il contrario di quello in cui credo, evidentemente deve essere comunista! Ah, cosa si scopre crescendo!

  1. Nordlys
    October 11th, 2011 at 16:12 | #1

    Sono d’accordo con quello che dici. I miei non mi hanno parlato di scelte politiche da piccola, ma a scuola ci hanno indottrinati fin dalla prima elementare con molta politica ‘rossa’. Nonostante ciò, verso i 14 anni ho iniziato a maturare un percorso che mi ha portata sempre più a destra, tra l’altro molto conservatrice.
    E’ vero, la politica italiana è confusa. Sta a sinistra chi è di destra (di Pietro) sta a destra chi è di sinistra (Berlusconi, anche se a dire il vero ultimamente più che comunista, Berlusconi sembra qualcosa di indefinito tra una massa di materia spaziale ancora ignota :D )

    Poi è vero anche che a causa di qualche deficente del passato (hitler, mussolini) e del presente (Brievik), per chi è di destra (quella vera) è difficile far valere la nostra opinione. Al contrario chi è di sinistra sventola spesso fin troppo facilmente la propria bandiera… anche quando non si accorgono che accanto alla loro falce e martello, più in piccolo c’è una croce uncinata (spesso i comunisti di oggi espongono idee nazionalsocialiste)

  1. September 3rd, 2011 at 10:06 | #1
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