Ancora su iPad, Kindle, tablets e contenuti del futuro molto prossimo
Nel mio post precedente ho espresso qualche perplessità riguardo all’iPad; perplessità condivise in rete ma anche – giustamente – avversate. Si noti bene, però: il mio scetticismo non è tanto riguardo al prodotto in se’, che è molto bello e all’avanguardia, quanto piuttosto sul suo posizionamento rispetto a possibili competitor come il Kindle, lo stesso iPhone o altri strumenti di dimensioni e funzionalità diverse che lo potrebbero contrastare.
Detto questo, credo che il successo di qualsivoglia strumento del futuro o del presente futuribile non possa che essere imprescindibilmente legato ai contenuti che vi si fruiscono e alla modalità con la quale questi vengono messi a disposizione tramite gli strumenti stessi. Forse ancora più affascinante dell’iPad è il video dimostrativo della prossima versione di Sports Illustrated: quella in versione totalmente digitale, fruibile per l’appunto da tablet pc, Kindle, iPad o quello che sarà. Sperando che la riproduzione qui non violi alcun diritto, eccolo per intero:
Come detto, credo che il futuro prossimo sarà segnato da chi – nel mettere assieme contenuti e strumenti con cui fruirli – meglio comprenderà quali saranno le modalità più appetibili per i consumatori. Difficile a dirsi. Visto in video è tutto fichissimo. Il punto sarà capire se poi avere delle pagine digitali che posso ingrandire e spostare, tonnellate di foto e video e la pubblicità veramente interattiva sarà una cosa di cui i “lettori” vorranno avvalersi, in quali contesti, in quali momenti e in quale misura. Ricordiamoci sempre che il video on demand non è ancora del tutto decollato e che l’interattività di Internet è sfruttata solo in un piccolissimo numero di casi. Questo per l’umanissima regola per cui fra l’avere troppe scelte e avere qualcuno che sceglie per me, generalmente l’homo pigrissimus sceglie la seconda opzione. Staremo a vedere.
Sono mela addicted da anni. E quindi, guardo sempre con grande gioia, ad ogni nuovo prodotto che esca da Macintosh.
Alla prima visione dell’I-Pad mi sono chiesta, come te e come molti altri “mmm… ma che azz serve?!?”
Poi, documentandomi, mi sono anche data delle risposte: rende l’I-Phone ed il PC – o Mac – meno “inquietante” e più fruibile per tutta quella parte di popolazione che, esattamente “smart” non è. E penso alle amiche di mia madre che, pur essendo utenti di Facebook, hanno bisogno del figlio che accenda loro il pc, avvii la connessione e apra loro il browser. Penso ad un amico che, facendo vedere a mia figlia di 8 anni delle foto sull’I-Phone, rimase sconcertato quando lei “pizzicando” lo schermo, aumentò le dimensioni del dettaglio.
Insomma: l’I-Pad dovrebbe riuscire nell’intento di “allargare” la cultura digitale. Di renderla fruibile a più persone. Certo, in Italia dovremo come sempre fare i conti con il costo (di solito mediamente più alto che in qualsiasi altro mercato europeo) e, soprattutto, con la totale assenza di reti wireless fruibili. Internet, che dovrebbe essere una risorsa di tutti, rimane nel nostro Stato, una risorsa di pochi. Solo MacDonald, Fnac e pochi altri posti “pubblici”, permettono la navigazione gratuita.
Insomma: quando andrai a provarlo, mi porti con te?