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Archive for March, 2010

Rai per una notte. Preoccupazione costante.

March 27th, 2010 No comments

A distanza di due giorni, scrivo tardivamente dell’evento “webmediatico” dell’anno, ovvero della puntata di Anno Zero (perché alla fine questo era) trasmessa sui vari mezzi digitali – fondamentalmente satellite e web in streaming. Il tutto sotto l’azzeccatissimo dominio o cappello di “Raiperunanotte.it”. Azzeccatissimo dal mio punto di vista perché se penso alla RAI penso al vecchio, al trito e ritrito, allo statale, al becero. Cosa che, ci piaccia o no, si è riflessa parecchio in questo evento, sia mediaticamente che politicamente.
Intendiamoci: io gioisco perché finalmente – seppur nominalmente – si comincia a dire e capire che la fruizione di certi contenuti via web può o deve sostituire quella via etere. Gioisco perché si è trovato un modo intelligente per ovviare a una legge e a un regolamento – quelli che hanno vietato i talk show politici sulle reti RAI, tanto per capirci – che non esito a definire idioti (per non dire inaccettabili e degni dei peggiori regimi anti-democratici). Sogghigno perché tale legge e tale regolamento sono davvero tipicamente italiani: anche negli atti dittatoriali chiunque sia al potere riesce a fare le cose all’italiana, ovvero in modo arraffazzonato e incompleto. Possibile che Berlusconi e i suoi accoliti non abbiano imparato nulla da Ahmedinejad? Non hanno letto che le notizie delle rivolte in Iran censurate in tv sono circolate su Facebook, Twitter e compagnia bella digitale?
Finite le gioie e i sogghigni però mi rattristo alquanto. Da un punto di vista mediatico e politico.
Mi rattristo da un punto di vista mediatico perché il presunto record di accessi alla trasmissione su web si è tradotto numericamente in 120.000 accessi contemporanei e un totale di 1.700.000 visitatori unici per l’intera puntata. Fico! Per l’Italia. Fossimo in un paese normale farebbe abbastanza ridere. Soprattutto se confrontato con gli analoghi numeri che la stessa trasmissione raggiunge di solito in tv: l’ultima andata in onda il 25 febbraio ha raggiunto un’audience media di 4.564.000 spettatori. Audience media, lasciamo stare i contatti totali (che sarebbero il corrispettivo dei sopracitati utenti unici del web). Come dire che il record assoluto del web ha fatto circa un terzo degli ascolti di una puntata media televisiva.
Tradotto in parole povere, continuiamo a essere un paese televisivo, arretrato e lento. Con piccoli segnali positivi, quali l’esistenza stessa di questa iniziativa, ma siamo nel 2010 e il fatto che il piccolo segnale positivo arrivi solo adesso è più che sconsolante, quasi tragico.
Mi rattristo anche da un punto di vista politico perché mi pare evidente che del milione e settecentomila utenti unici dello streaming, il 95% di questi fosse composto da sostenitori della parte politica avversa a quella del presidente del consiglio. Esattamente come i normali telespettatori di Anno Zero. Come dire: il solito parlarsi addosso. Anche in questo caso, siamo nel 2010 e continuiamo a dimenticarci dei rudimenti della comunicazione politica: di qualunque tipo possa essere quest’ultima, non smuoverà mai nessuno della parte avversa dalla proprie convinzioni, se esse sono ben radicate. Certo, servirà a cementare quelle di chi già è di una certa opinione. Ma la parte di popolazione su cui si deve andare a lavorare per spostare voti sono gli indecisi o, spesso e volentieri, i moderati. E di solito quello che li può convincere sono argomenti propositivi. Tutto questo era presente in Raiperunanotte.it? No, zero. Anzi. Tutta una puntata sprecata per attaccare e insultare Berlusconi. Che ci sta. Ma quando sono al bar con gli amici o in un contesto molto poco istituzionale. Da una trasmissione del servizio pubblico mi aspetto ragionamenti, dibattito, argomenti costruttivi. E invece mi ritrovo Luttazzi che mi parla di inculate. La qual cosa mi ha fatto ridere un sacco, per carità. Ma era fuori luogo. Voglio dire: pure io guardo spesso e volentieri i film porno e non ci vedo niente di male se fatto in un ambito privato. Ma non per questo sarei contento se cominciassero a trasmetterli in prima serata su Rai Uno. Mi sarei aspettato un po’ più di costituzionalisti e un po’ meno di battute da spogliatoio su “buchi del culo che si aprono” e “sborrate sulla schiena”. Che, ripeto, sono quelle che faccio anch’io con gli amici del calcetto e ci fanno sganasciare dalle risate. Ma non aiutano nessuno a capire quale possa essere l’alternativa politica a Berlusconi.
Insomma, nessuno che abbia risposto alla richiesta mia e di altri come me che, sbigottiti dal malaffare del centrodestra e dall’incapacità del centrosinistra, implorano che qualcuno cominci a raccontarci “qualcosa di nuovo”. Zero. Anzi, Anno Zero. Il solito parlarsi addosso, il solito insulto continuo, il solito j’accuse. Tutto sacrosanto. Ma per l’appunto, il solito.
Peccato. Una bella occasione risultata vincente a metà per quel che riguarda i numeri e totalmente perdente per quel che riguarda i conenuti.
Detto questo, ripubblico anch’io la prima mezz’ora di trasmissione, sperando quantomeno di aiutare il web. E la politica. Forza Internet. E forza Italia (adesso si può dire, no?)