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Archive for November, 2010

L’Italia che ancora resiste e spera – Post fuori dalle righe

November 18th, 2010 No comments

Anche se ho sempre un po’ paura di scrivere di qualcosa che esula da marketing, web, tecnologia e via discorrendo perché so che parlando di attualità, politica e società si diventa più soggettivi, anche stavolta mi lascerò andare a qualcosa di un pochino più vicino all’Italia di oggi. Ho visto su Youtube l’intervista fatta da Serena Dandini a Carlo Azeglio Ciampi e mi sono commosso. Sia per la tenerezza di questo signore di novant’anni che si emoziona nel parlare dei 64 anni passati con la moglie ma soprattutto per la figura a tutto tondo e l’immagine che ha dato, che secondo me rispecchiano molto l’Italia di oggi: un uomo vecchio, un po’ stanco e tremolante ma di una lucidità impressionante. Un uomo deluso dall’Italia in cui si ritrova ma che ancora riesce a parlare di forza e di speranza. Un uomo che, nonostante tutto, non si arrende e che ancora ci crede e spera.
Sarebbe bello che tutti i giovani italiani vedessero quest’intervista e la prendessero come un esempio e una raccomandazione del vecchio nonno saggio, dal passato esemplare e dalla visione del futuro chiara e speranzosa. Ne vale davvero la pena.
Eccola.

Quando qualità del prodotto e tempi del marketing non coincidono

November 14th, 2010 No comments

Tempo fa scrissi un post in cui esprimevo la mia perplessità di fronte ad un paio di “inconvenienti” in cui era incappata la Apple nel rilasciare l’iPhone 4 e il suo corrispettivo software, ovvero l’iOS 4 (antenna malfunzionante in un caso e rallentamento dell’iPhone 3 nell’altro). Per par condicio, nel post precedente a questo ho affrontato il problema dell’aggiornamento (disastroso da un punto di vista della procedura, anche se coronato da successo, sia come esito che come prestazioni ottenute) del Samsung Galaxy da Android 2.1 a 2.2.

Nel caso di Apple ipotizzavo una specie di sindrome “microsoftiana” d’antan, ovvero la necessità di sfornare il più presto possibile sempre nuovi prodotti per far felici gli azionisti e cercare di distanziare la concorrenza; il tutto però a scapito della funzionalità del prodotto che – nella fretta – evidentemente non era stato testato a sufficienza prima del rilascio.
Nel caso di Samsung, invece, sembra quasi che si sia partiti dal fenomeno opposto per giungere infine a un risultato analogo, dettato (a mio modo di vedere) dall’ansia di (non) perdere ulteriormente tempo. Android 2.2 è stato infatti rilasciato verso fine giugno/inizio luglio, momento a partire dal quale un po’ tutti i produttori di telefoni con s.o. Android hanno cominciato a dare il via all’aggiornamento. Ebbene, nonostante il Samsung Galaxy S sia considerato un po’ il top di gamma della casa coreana, nonché uno dei migliori smartphone Android sul mercato, credo sia stato uno degli ultimi a rendere disponibile tale aggiornamento, almeno in Italia – disponibile sul nostro mercato dal 12 novembre, circa 5 mesi dopo i primi. Il tutto dopo svariati annunci poi smentiti, rinvii, rimandi, false voci ecc. ecc. Già questa cosa non ha dato una bella immagine (io personalmente ero un po’ seccato di avere la Mercedes dei telefoni, costretto ad utilizzare un motore da 500, mentre altri con mezzi più limitati già viaggiavano col motore Ferrari). Però ero fiducioso riguardo al fatto che, una volta arrivato il turno del mio Galaxy, sarebbe stato tutto perfetto. E invece il disastro. L’aggiornamento che non veniva trovato, la necessità del patcher e persino il crash dell’applicazione per i messaggi una volta installato. La cosa “divertente”, poi, è che dopo aver cercato proattivamente per vari giorni informazioni sulla data dell’upgrade, la cosa mi stava passando di mente. Ma è stata la stessa Samsung a risvegliarmi, pubblicando l’annuncio del rilascio sulla propria pagina Facebook, di cui io sono fan, motivo per il quale mi è comparso in bella evidenza sulla mia Home Page. Il classico caso del risveglio del cane che dorme.

La sensazione, insomma, è stata che anche in casa Samsung fossero partiti con le migliori intenzioni (di garantire un upgrade liscio e perfetto sia nel processo che nei risultati) ma che poi alla fine abbia prevalso la necessità di rispettare certi tempi e non apparire come quelli che arrivano disastrosamente in ritardo. Il tutto, analogamente a quanto successo alla Apple, a scapito del risultato finale, tutt’altro che perfetto al momento del rilascio (i.e. anche in questo caso non abbastanza testato, provato, ri-testato e reso a prova di consumatore)

Detto questo, tengo a sottolineare che la Apple continua a sfornare prodotti meravigliosi e che il mio Samsung adesso va che è una meraviglia. Però temo che a volte le necessità di marketing si rivelino dei boomerang che ottengono l’effetto opposto. Soprattutto, di fronte a certe cose temo di dover rivedere la definizione di “marketing” (che detto in termini seri è sostanzialmente la modalità di approccio e posizionamento sul mercato tramite varie leve) che avevo dato qualche anno fa e in cui credevo davvero: buon senso espresso con termini tecnici e avvalorato dai numeri. I termini tecnici rimangono, i numeri anche (seppur limitati a quelli dell’orologio, a quanto pare) ma il buon senso mi pare che stia venendo un po’ meno. Anche perché ho sempre più la sensazione che dal marketing di prodotto si stia sempre più passando a prodotti del marketing. Che è moto rischioso. Perché se parti da un prodotto ottimo e sbagli la strategia di marketing, il prodotto rimane comunque ottimo e in quanto tale ha delle possibilità di compensare. Ma se parti da una strategia di marketing sbagliata e questa sta pure alla base del prodotto… Beh, così è un po’ un pasticcio.

Aggiornamento del Samsung Galaxy S ad Android 2.2 (Froyo): che fatica! – Post di servizio

November 14th, 2010 12 comments

In quanto felice possessore di un Samsung Galaxy S che però ha fatto una fatica dell’accidenti ad aggiornare il sistema operativo (o meglio, il firmware) del proprio telefono da Android 2.1 (Eclair) ad Android 2.2 (Froyo), ritengo cosa utile riportare la procedura che ho seguito, per aiutare tutti gli sventurati che come me sono utenti avanzati ma non tecnologi e che dovessero aver riscontrato gli stessi problemi. Vi sono in giro molti forum dove se ne parla ma le problematiche sono state tante e diverse, motivo per il quale non ritengo necessariamente ridondante questo mio post – soprattutto perché gli altri post e thread sembrano tutti scritti per programmatori o super-geek, cosa che io e tanti altri non siamo.

Dunque, il punto di partenza di cui magari non tutti sono a conoscenza è il software Samsung Kies, tramite il quale è possibile gestire da computer i vari elementi del proprio telefono (contenuti, contatti, impostazioni e – per l’appunto – aggiornamento del software). Tale software può essere scaricato dal sito di Samsung Mobile o (nel caso si abbia Windows xp/Vista/7) anche direttamente da qui (che poi è lo stesso).

Una volta installato Kies sul proprio pc, lo si avvia e si collega il telefono al pc tramite cavo USB, assicurandosi che il software “veda” il telefono (comparirà come collegato in alto a destra).
Ora, chi volesse aggiornare il firmware da Android 2.1 a 2.2 in teoria non deve far altro che cliccare sulla pen’ultima icona a destra nella barra in basso della finestra, “aggiornamento firmware”. Il sistema chiederà se si vuole fare un backup dei dati. Liberi di farlo o meno ma consapevoli del fatto che si rischia di perdere tutti i contenuti del telefono, soprattutto i contatti (quindi fatelo!). Successivamente, riconoscendo il sistema operativo, dovrebbe comparire una schermata come quella qui riportata che vi informa della possibilità di aggiornare il firmware.
Se così avviene basta seguire la procedura e dopo una ventina di minuti il sistema terminerà da solo il processo, riavvierà il telefono e vi ritroverete con il fantastico Android Froyo sul vostro bellissimo Samsung Galaxy (che, lo confermo, ne migliora decisamente le prestazioni).
Se invece – come è successo a me – avete la sfortuna di avere una versione firmware che Kies non riconosce come aggiornabile, potete provare a seguire la seguente procedura, che richiede un “patcher”.

Scaricate Kies Patcher da un link come questo (che a quanto pare ora è diventato a pagamento ma in giro per la rete se ne trovano altri, basta cercare con Google – io ho aggiornato già il link 3 o 4 volte e dopo un po’ diventato tutti o inattivi o attivi previa registrazione o a pagamento ma per l’appunto bastan cercarne di nuovi): http://gigabytedownloads.com/accessing/kies_patcher_download.rar
1. Connettete il Galaxy S in modalità Kies e assicuratevi che Kies rilevi il telefono
2. Decomprimete il Kies Registry Patcher dove volete, anche sul desktop
2. Avviate Kies Registry Patcher (usate permessi di amministrazione su Windows Vista e 7, ovvero cliccate col tasto destro e la seconda voce del menu sarà “Esegui come amministratore”: cliccatela)
3. Selezionate patch e poi l’unica voce che appare
4. Premete poi su “File” e selezionate “Load Backup”
5. Selezionate il file ITV incluso nel pacchetto
6. Da Kies effettuate l’aggiornamento (che adesso verrà trovato)

Ulteriore problema: come se non bastasse, finito l’aggiornamento funzionava tutto meravigliosamente, tranne… gli sms. Ogni volta che provavo a leggerne o scriverne uno, l’applicazione mi andava in crash, mandandomi il messaggio “SIAMO SPIACENTI
L’APPLICAZIONE MESSAGGI (PROCESSCOM.ANDROID.MMS) SI E’ ARRESTATA IMPROVVISAMENTE RIPROVARE”.
Purtroppo, l’unico modo che ho trovato io per sistemare la cosa è un factory reset, ovvero la cancellazione di tutti i dati e il ripristino dei dati di fabbrica (e qui sì, decisamente bisogna fare il backup dei dati). Fatto questo ora funziona tutto alla perfezione.
Il factory reset è abbastanza semplice: sul telefonino, bisogna selezionare “impostazioni -> privacy -> ripristina dati di fabbrica. Da lì seguire la procedura.

Sperando di avere fatto cosa utile, ribadisco che il Galaxy con Froyo è decisamente figo. Però vanno anche decisamente tirate le orecchie alla Samsung sia per l’attesa che per tutti i bug della procedura e le camicie sudate per riuscirci. Speriamo meglio alla prossima edizione di Android!

Una vita su Facebook

November 13th, 2010 No comments

Divertente video fra la metafora e il neo-realismo cinematografico.Tutta la propria vita (o quasi) trasferita sulla virtualità di Facebook. Un’esagerazione in alcuni casi ma nemmeno poi tanto in altri. Da far riflettere (anche me). Enjoy.

The web is… Il futuro continuato – Lavoro nuovo, visione classica

November 6th, 2010 2 comments

Proprio al mio esordio nei miei nuovi panni lavorativi (dall’ inizio di novembre sono il nuovo country manager italiano di Weborama, oltre che di Adrime – acquisita dalla prima a inizio anno), sono stato intercettato allo IAB Forum dalla troupe di Speakerweb.tv, che mi ha fatto un paio di domande molto generiche – per evidenti ragioni di contesto – su che cosa è il web secondo me e quali sono i progetti per il futuro di Weborama – Adrime.
Al di là del mio imbarazzo (parlare dei massimi sistemi della società per cui lavori da meno di un giorno non è esattamente facilissimo), al di là dell’eloquio non brillantissimo, le luci pessime e il mio viziaccio di non riuscire a rimanere fermo davanti alla telecamera, sono abbastanza contento di constatare che l’andamento del mercato ha confermato quella che è la mia visione dello stesso da qualche anno a questa parte (o viceversa, se preferite): il web – o meglio Internet, che senno’ Chris Anderson si arrabbia – è un ambiente estremamente flessibile, dove tanti tipi di approcci comunicativi sono possibili (dall’awareness alla performance pura) e sempre più lo saranno. Basta non cadere nel solito errore di voler fare tutto tutto assieme e con gli stessi strumenti e approcci. Se si vuole fare awareness, si può e ci sono gli strumenti per farlo molto bene. Se si vuole lavorare in direct response, altrettanto, ma con strumenti diversi. Ovviamente le aree di sovrapposizione e sconfinamento sono tante – anche in Svizzera ci sono molte persone che parlano italiano e in Italia persone che parlano tedesco; ma alla fine i due stati rimangono ben separati. Basta, detta semplicemente, avere le idee chiare su quello che si vuole fare. Ecco perché – ok, vai di auto-promozione – la mia scelta lavorativa è andata esattamente in questa direzione: approccio aperto, flessibilità estrema e strumenti adatti per le diverse situazioni. Sperando che (e qui di nuovo mi do’ del presuntuoso da solo) la mia visione e l’andamento del mercato continuino a corrispondere ancora per un po’ di anni.