Google Minus

Poco più di due mesi fa mi chiedevo (come la maggior parte degli internauti, credo) quale potesse mai essere il valore aggiunto di Google Plus rispetto a Facebook e – senza dirlo esplicitamente per dare una parvenza di neutralità – ne avevo predetto la fine prematura o comunque l’insuccesso.
Ora, l’Italia farà testo fino a un certo punto, c’è ancora tempo e soprattutto spazio per una creascita esponenziale di G+ però… al momento mi sembra in pessima salute. Non ho alla mano numeri ufficiali ma la mia esperienza personale mi dice che:

– In due mesi sono andato a vedere la bacheca di G+ un paio di volte. Su Facebook invece ci vado più o meno tutti i giorni
– Google Plus mi sembra sempre uguale e se c’è qualcosa di nuovo non lo pubblicizza in maniera decente. Facebook ha invece introdotto la timeline e – oltre ad ammettere che era una cosa che aspettavo da tempo – ne sono rimasto talmente incuriosito che sono andato subito a provarla in versione beta.
– Soprattutto, su FB il numero dei miei amici continua ad aumentare e chi postava e condivideva prima, oggi lo fa sempre allo stesso modo e con la stessa assiduità. Su Google Plus ho raggiunto 55 contatti fra le mie cerchie e solo 3 postano con regolarità – uno dei quali tramite feed, che è un po’ come dire che non va considerato. Inoltre non mi sogno nemmeno di continuare ad aggiungere amici – sono già tutti su FB, perché il doppio sforzo?

Facendo queste riflessioni spicce, mi viene sempre in mente l’aneddoto su Henry Ford che di solito viene utilizzato per smontare i sostenitori del consumer-oriented marketing. Se non ricordo male diceva qualcosa come:”Se avessi chiesto ai miei clienti cosa desiderassero, mi avrebbero risposto un cavallo più veloce”. Lui invece fece qualcosa di molto meglio: cominciò a produrre automobili.
Ecco, in questo caso mi sembra che Google non abbia nemmeno provato a proporre ai consumatori un cavallo più veloce: ne ha proposto uno con la sella dalla forma strana, forse pensando che la gente potesse cambiare cavallo in ragione di quello. No, alla gente importa del cavallo e se ne ha già uno che vince tutte le corse, che se ne fa di un’altro con la sella strana?

Un bel minus a Google stavolta.

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