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Archive for the ‘Mobile – Telefonia’ Category

Aggiornamenti sul mercato mobile – Arriva Nokiasoft. Durerà?

February 13th, 2011 No comments

Dopo l’annuncio della partnership di Nokia e Microsoft per lo sviluppo dei prossimi smartphone (come già scritto a suo tempo, Symbian va in pensione), si va profilando un nuovo scenario nel mercato mobile mondiale. O forse no. Perché Nokia cerca di evitare il declino associandosi al peggior sistema operativo presente sul mercao (Windows phone). Qualcuno sostiene che sia per poter dettar legge in casa di chi non ha competenze ma i soldi per svilupparle. Io ritengo sia semplicemente una mossa sbagliata. Ma come al solito sarà il mercato a giudicare. Per inciso, chi volesse avere una panoramica aggiornata del suddetto mercato, può andare a leggersi questo bel post di Seba, dove vengono forniti numeri, statistiche e novità. Esauriente e molto istruttivo.

Morte delle (internet) apps?

January 27th, 2011 2 comments

Più volte su questo blog ho espresso la mia perplessità riguardo al futuro delle apps e soprattutto riguardo alla mortifera previsione di Chris Anderson sul destino del web. Da una parte sostenevo l’ingestibilità di tutta l’informazione di cui ho bisogno tramite molteplici apps, che non fanno altro che complicarmi la vita nel momento in cui esco dal seminato dell’abitudine. Dall’altra, trattandosi sostanzialmente di mondi “chiusi”, ponevo la questione della sostenibilità di un unico conenuto (una notizia, tanto per esemplificare) per veicolare la quale ho bisogno di sviluppare tantissimi conenitori diversi (apps differenti per device diversi per molteplici sistemi operativi).
Ora, ancora una volta Luca Lani mi viene incontro, ripubblicando i dati di vendita delle versioni per iPad dei principali magazine americani: un disastro su tutta la linea.
In giro per la rete ho letto tantissime opinioni di un sacco di persone che cercavano le motivazioni di una tale disfatta: la maggior parte di esse erano da ricondurre al prezzo del contenuto fruito tramite app e/o alla praticità del device.
Io onestamente sono anche in questo caso d’accordo con Luca e più nello specifico credo si debba riflettere su alcuni aspetti di fondamentale importanza, per lo più riconducibili al buon senso e alla normalissima natura umana piuttosto che a macro-fenomeni sociali da interpretarsi tramite disquisizioni filosofiche:

– Se esiste sia una versione app che una web del mio quotidiano preferito, dove la prima è a pagamento e la seconda gratuita, perché mai dovrò scegliere di spendere soldi per qualcosa che posso avere gratis?
– Se voglio leggere il Corriere della Sera e poi LaRepubblica, perché mi devo scaricare due applicazioni differenti (che probabilmente avranno anche due interfacce differenti), aprirne una per poi chiuderla ed aprire l’altra, quando posso invece rimanere sempre all’interno del mio browser e limitarmi a digitare un nuovo indirizzo e a cliccare sui diversi link?
– Perché se voglio condividere un articolo con i miei amici di Facebook con un browser devo mediamente fare un click mentre dall’interno di una app mediamente non lo posso proprio fare?
– Perché, ancora una volta, ammesso e non concesso che l’iPad sia il device di comunicazione del futuro, devo pagare dei programmatori per “costringere” i miei contenuti all’inerno di un’applicazione da sviluppare poi su tutti gli altri tablet quando con l’HTML 5 ottengo risultati uguali o migliori in termini di resa, interattività e cratività senza dovermi reinventare ogni volta l’HTML 5 per iOS4, quello per Android, quello per Windows ecc?
– Soprattutto (e lo dico con la cognizione di causa di chi lavora nell’ambiente dello sviluppo di nuovi formati pubblicitari), se voglio render gratuita la mia app o quantomeno contenerne il prezzo, come cavolo faccio a fare soldi proponendo pubblicità da web del 1996, senza possibilità di veicolare contenuti creativi e multimediali a meno di modificare l’applicazione stessa?

Questi e tanti altri quesiti dovrebbero secondo me indurre qualche riflessione sul fatto che – sempre per citare Luca – dopo 15 anni abbiamo finalmente una piattaforma totalmente aperta, flessibile, creativa e potente (parlo del Web, ovviamente) e ora sembra che vogliamo tornare a una miriade di programmini chiusi, limitati e a compartimenti stagni o quasi. Onestamente non ne vedo molto il senso. Oltre al fatto che – per me che non sono più un giovincello di primo pelo – le applicazioni erano i cosidetti “programmi” che giravano solo in locale. Cosa che ha in effetti ancora molto senso. Per i giochi, ad esempio.

Chiudo poi con un interrogativo sui numeri: un recente studio della Chetan Sharma Consulting afferma che nel 2012 ci saranno globalmente qualcosa come 50 miliardi di download di applicazioni e che il mercato varrà circa 17,5 miliardi di dollari. Ovvio che una grossissima parte di questi ricavi andrà ai distributori (agli App store, tanto per capirci) e anche ammesso e non concesso che vi sia una certa concentrazione degli sviluppatori, rimane il fatto che le app prodotte per generare un tale fatturato sono ormai centinaia di migliaia (forse oltre il milione, considerando le diverse versioni) e che la revenue pro-app alla fine non è comunque granché… Il mio timore è cioè che il mercato sia sì enorme ma talmente frammentato da lasciare pochissimi margini ai produttori – come dire che il negoziante guadagna un sacco sui volumi derivanti dalla vendita delle scarpe di 50 artigiani diversi ma gli artigiani stessi alla fine non ci campano. E, com’è ovvio, un sistema di questo tipo alla lunga non regge.
Staremo a vedere.

5 previsioni in controtendenza sul mercato mobile per il 2011 – Post semi-scopiazzato

December 26th, 2010 No comments

Tramite il blog di Luca Lani, ho “scoperto” queste 5 previsioni di Jamie Hall sul mercato del mobile nel 2011. Dato che sostanzialmente concordo su tutta la linea, le riporto testualmente (a volte “condividere” è un bell’eufemismo usato al posto di “scopiazzare” ma io lo faccio con orgoglio), aggiungendo il mio commento sul blog di Luca.

Le 5 previsoni:

1) The mobile browser is the new black . HTML is back and it’s the new app
Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).

2) Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima previsione: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile

3) 2011 – The year of in-content mobile commerce
Si tratta delle famose valute virtuali e nuovi sistemi di micro-pagamento tramite cellulare. Di nuovo, se riesco a integrare tutto in un unico device e un unico sistema, perché non allargare anche al pagamento, che fondamentalmente già esiste?

4) Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Questa previsione è molto U.S. – centric. Niente di che, direi, semplice questione di numeri

5) Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo.

Come detto, direi che sono fondamentalmente d’accordo su tutto. Soprattutto, in virtù del lavoro che faccio (piattaforme di distribuzione e tracciamento della pubblicità online), credo e spero nei primi due punti, dato che la frammentazione dei sistemi operativi e delle applicazioni fa diventare matti tutti. In questo momento stiamo sviluppando nuove soluzioni per la distribuzione del rich media sul mobile e confermo che sia noi che concessionarie ed editori stiamo puntando per lo più sui due “ciccioni” del mercato (iOS e Android) in abbinata con l’HTML5. Il mondo delle apps è meraviglioso ma troppo chiuso e dispersivo per poter sviluppare qualcosa per tutti e temo che molto difficilmente possa entrare nella logica della scalabilità.
Ergo, al di là di tutti i bei discorsi sociologici sull’avanzata delle apps rispetto al browsing, penso proprio che come al solito sarà il denaro a guidare il tutto (= prenderà piede quello che mi costa meno – una sola versione per tutti – e che mi rende di più – tutti pagano poco per una cosa che ho prodotto una volta sola).

Quando qualità del prodotto e tempi del marketing non coincidono

November 14th, 2010 No comments

Tempo fa scrissi un post in cui esprimevo la mia perplessità di fronte ad un paio di “inconvenienti” in cui era incappata la Apple nel rilasciare l’iPhone 4 e il suo corrispettivo software, ovvero l’iOS 4 (antenna malfunzionante in un caso e rallentamento dell’iPhone 3 nell’altro). Per par condicio, nel post precedente a questo ho affrontato il problema dell’aggiornamento (disastroso da un punto di vista della procedura, anche se coronato da successo, sia come esito che come prestazioni ottenute) del Samsung Galaxy da Android 2.1 a 2.2.

Nel caso di Apple ipotizzavo una specie di sindrome “microsoftiana” d’antan, ovvero la necessità di sfornare il più presto possibile sempre nuovi prodotti per far felici gli azionisti e cercare di distanziare la concorrenza; il tutto però a scapito della funzionalità del prodotto che – nella fretta – evidentemente non era stato testato a sufficienza prima del rilascio.
Nel caso di Samsung, invece, sembra quasi che si sia partiti dal fenomeno opposto per giungere infine a un risultato analogo, dettato (a mio modo di vedere) dall’ansia di (non) perdere ulteriormente tempo. Android 2.2 è stato infatti rilasciato verso fine giugno/inizio luglio, momento a partire dal quale un po’ tutti i produttori di telefoni con s.o. Android hanno cominciato a dare il via all’aggiornamento. Ebbene, nonostante il Samsung Galaxy S sia considerato un po’ il top di gamma della casa coreana, nonché uno dei migliori smartphone Android sul mercato, credo sia stato uno degli ultimi a rendere disponibile tale aggiornamento, almeno in Italia – disponibile sul nostro mercato dal 12 novembre, circa 5 mesi dopo i primi. Il tutto dopo svariati annunci poi smentiti, rinvii, rimandi, false voci ecc. ecc. Già questa cosa non ha dato una bella immagine (io personalmente ero un po’ seccato di avere la Mercedes dei telefoni, costretto ad utilizzare un motore da 500, mentre altri con mezzi più limitati già viaggiavano col motore Ferrari). Però ero fiducioso riguardo al fatto che, una volta arrivato il turno del mio Galaxy, sarebbe stato tutto perfetto. E invece il disastro. L’aggiornamento che non veniva trovato, la necessità del patcher e persino il crash dell’applicazione per i messaggi una volta installato. La cosa “divertente”, poi, è che dopo aver cercato proattivamente per vari giorni informazioni sulla data dell’upgrade, la cosa mi stava passando di mente. Ma è stata la stessa Samsung a risvegliarmi, pubblicando l’annuncio del rilascio sulla propria pagina Facebook, di cui io sono fan, motivo per il quale mi è comparso in bella evidenza sulla mia Home Page. Il classico caso del risveglio del cane che dorme.

La sensazione, insomma, è stata che anche in casa Samsung fossero partiti con le migliori intenzioni (di garantire un upgrade liscio e perfetto sia nel processo che nei risultati) ma che poi alla fine abbia prevalso la necessità di rispettare certi tempi e non apparire come quelli che arrivano disastrosamente in ritardo. Il tutto, analogamente a quanto successo alla Apple, a scapito del risultato finale, tutt’altro che perfetto al momento del rilascio (i.e. anche in questo caso non abbastanza testato, provato, ri-testato e reso a prova di consumatore)

Detto questo, tengo a sottolineare che la Apple continua a sfornare prodotti meravigliosi e che il mio Samsung adesso va che è una meraviglia. Però temo che a volte le necessità di marketing si rivelino dei boomerang che ottengono l’effetto opposto. Soprattutto, di fronte a certe cose temo di dover rivedere la definizione di “marketing” (che detto in termini seri è sostanzialmente la modalità di approccio e posizionamento sul mercato tramite varie leve) che avevo dato qualche anno fa e in cui credevo davvero: buon senso espresso con termini tecnici e avvalorato dai numeri. I termini tecnici rimangono, i numeri anche (seppur limitati a quelli dell’orologio, a quanto pare) ma il buon senso mi pare che stia venendo un po’ meno. Anche perché ho sempre più la sensazione che dal marketing di prodotto si stia sempre più passando a prodotti del marketing. Che è moto rischioso. Perché se parti da un prodotto ottimo e sbagli la strategia di marketing, il prodotto rimane comunque ottimo e in quanto tale ha delle possibilità di compensare. Ma se parti da una strategia di marketing sbagliata e questa sta pure alla base del prodotto… Beh, così è un po’ un pasticcio.

Aggiornamento del Samsung Galaxy S ad Android 2.2 (Froyo): che fatica! – Post di servizio

November 14th, 2010 12 comments

In quanto felice possessore di un Samsung Galaxy S che però ha fatto una fatica dell’accidenti ad aggiornare il sistema operativo (o meglio, il firmware) del proprio telefono da Android 2.1 (Eclair) ad Android 2.2 (Froyo), ritengo cosa utile riportare la procedura che ho seguito, per aiutare tutti gli sventurati che come me sono utenti avanzati ma non tecnologi e che dovessero aver riscontrato gli stessi problemi. Vi sono in giro molti forum dove se ne parla ma le problematiche sono state tante e diverse, motivo per il quale non ritengo necessariamente ridondante questo mio post – soprattutto perché gli altri post e thread sembrano tutti scritti per programmatori o super-geek, cosa che io e tanti altri non siamo.

Dunque, il punto di partenza di cui magari non tutti sono a conoscenza è il software Samsung Kies, tramite il quale è possibile gestire da computer i vari elementi del proprio telefono (contenuti, contatti, impostazioni e – per l’appunto – aggiornamento del software). Tale software può essere scaricato dal sito di Samsung Mobile o (nel caso si abbia Windows xp/Vista/7) anche direttamente da qui (che poi è lo stesso).

Una volta installato Kies sul proprio pc, lo si avvia e si collega il telefono al pc tramite cavo USB, assicurandosi che il software “veda” il telefono (comparirà come collegato in alto a destra).
Ora, chi volesse aggiornare il firmware da Android 2.1 a 2.2 in teoria non deve far altro che cliccare sulla pen’ultima icona a destra nella barra in basso della finestra, “aggiornamento firmware”. Il sistema chiederà se si vuole fare un backup dei dati. Liberi di farlo o meno ma consapevoli del fatto che si rischia di perdere tutti i contenuti del telefono, soprattutto i contatti (quindi fatelo!). Successivamente, riconoscendo il sistema operativo, dovrebbe comparire una schermata come quella qui riportata che vi informa della possibilità di aggiornare il firmware.
Se così avviene basta seguire la procedura e dopo una ventina di minuti il sistema terminerà da solo il processo, riavvierà il telefono e vi ritroverete con il fantastico Android Froyo sul vostro bellissimo Samsung Galaxy (che, lo confermo, ne migliora decisamente le prestazioni).
Se invece – come è successo a me – avete la sfortuna di avere una versione firmware che Kies non riconosce come aggiornabile, potete provare a seguire la seguente procedura, che richiede un “patcher”.

Scaricate Kies Patcher da un link come questo (che a quanto pare ora è diventato a pagamento ma in giro per la rete se ne trovano altri, basta cercare con Google – io ho aggiornato già il link 3 o 4 volte e dopo un po’ diventato tutti o inattivi o attivi previa registrazione o a pagamento ma per l’appunto bastan cercarne di nuovi): http://gigabytedownloads.com/accessing/kies_patcher_download.rar
1. Connettete il Galaxy S in modalità Kies e assicuratevi che Kies rilevi il telefono
2. Decomprimete il Kies Registry Patcher dove volete, anche sul desktop
2. Avviate Kies Registry Patcher (usate permessi di amministrazione su Windows Vista e 7, ovvero cliccate col tasto destro e la seconda voce del menu sarà “Esegui come amministratore”: cliccatela)
3. Selezionate patch e poi l’unica voce che appare
4. Premete poi su “File” e selezionate “Load Backup”
5. Selezionate il file ITV incluso nel pacchetto
6. Da Kies effettuate l’aggiornamento (che adesso verrà trovato)

Ulteriore problema: come se non bastasse, finito l’aggiornamento funzionava tutto meravigliosamente, tranne… gli sms. Ogni volta che provavo a leggerne o scriverne uno, l’applicazione mi andava in crash, mandandomi il messaggio “SIAMO SPIACENTI
L’APPLICAZIONE MESSAGGI (PROCESSCOM.ANDROID.MMS) SI E’ ARRESTATA IMPROVVISAMENTE RIPROVARE”.
Purtroppo, l’unico modo che ho trovato io per sistemare la cosa è un factory reset, ovvero la cancellazione di tutti i dati e il ripristino dei dati di fabbrica (e qui sì, decisamente bisogna fare il backup dei dati). Fatto questo ora funziona tutto alla perfezione.
Il factory reset è abbastanza semplice: sul telefonino, bisogna selezionare “impostazioni -> privacy -> ripristina dati di fabbrica. Da lì seguire la procedura.

Sperando di avere fatto cosa utile, ribadisco che il Galaxy con Froyo è decisamente figo. Però vanno anche decisamente tirate le orecchie alla Samsung sia per l’attesa che per tutti i bug della procedura e le camicie sudate per riuscirci. Speriamo meglio alla prossima edizione di Android!

Arriva finalmente HP Slate – Il tablet con le funzioni del PC ma senza connessione 3G

October 23rd, 2010 2 comments

Verrà finalmente lanciato in America lo Slate di HP, ovvero un altro rivale dell’ormai notissimo iPad. “Finalmente” perché era stato annunciato parecchi mesi fa ma il lancio vero e proprio è stato rimandato varie volte a causa di presunti problemi legati a ciò che lo differenzia rispetto ai concorrenti: il sistema operativo Windows 7, che lo rende sostanzialmente assimilabile a un PC.

Evidentemente risolti tali problemi, sembra che verrà immesso sul mercato americano a 799$, un prezzo decisamente più alto ma che per l’appunto riflette un posizionamento differente, rivolto all’utenza business che, visto il software che monta, ora lo potrà utilizzare anche per lavorare, ne’ più ne’ meno come un vecchio laptop. Le caratteristiche che leggo in giro sono: Windows 7, schermo da 8.9 pollici, risoluzione di 1024×600, processore Intel Atom Z540 da 1.86 GHz, 2 Giga di RAM, 64 Giga di SSD, full HD, Wi-Fi ma – incredibilmente – nessuna connessione dati 3G.

Se da una parte ho pensato “finalmente!” di fronte alla notizia che qualcuno aveva pensato a un tablet sul quale girasse tranquillamente anche Office (i.e. col quale si potesse anche lavorare perché – diciamoci la verità – l’iPad e il Samsung Galaxy Tab sono dei bei giocattoli e dei meravigliosi lettori multimediali ma non molto di più), dall’altra sono molto molto perplesso di fronte alla scelta di non dotarsi diuna connessione 3G e/o della possibilità di telefonare. Se dispositivo mobile deve essere, che abbia tutte le dotazioni della mobilità, no? Come al solito il mercato darà il suo giudizio ma onestamente mi aspetto che quantomeno nella versione 1.1 lo Slate avrà una bella connettività estesa. Pena: il flop.

Video killed the radio star and apps killed the web?

October 4th, 2010 1 comment

Riprendo dopo qualche tempo la segnalazione di alcuni miei (ormai ex) colleghi di questo articolo di Chris Anderson, secondo il quale il web (nel senso di pagine HTML decodificate da un browser) verrà soppiantato da altro, ovvero dalle varie applicazioni (che sono prevalentemente ma non necessariamente ed esclusivamente le cosiddette apps) che sempre più stanno prendendo piede sulla rete e che si basano su Internet (ovvero il protocollo TCP/IP).

Ora, la questione è piuttosto spinosa, soprattutto per persone come me che lavorano sul web da una vita, poiché si tratta di scommettere sul futuro. Ovvero: è meglio lasciar perdere totalmente il WWW perché verrà soppiantato dalle applicazioni oppure anche tutto ciò che ho sempre fruito tramite Explorer, Firefox, Safari, Opera e compagnia bella ha un qualche tipo di futuro?
Sicuramente alcune affermazioni di Anderson sono vere (la percentuale di traffico su internet veicolato dal web sta scendendo drammaticamente, sicuramente il numero di siti che sopravvive ai primi anni di vita segue il trend di qualunque attività imprenditoriale – dicono che statisticamente una start-up ha il 75% di probabilità di fallire – ed è sicuramente vero che l’accesso a Internet avverrà sempre più da mobile, ovvero tramite le applicazioni). A mio avviso vanno però tenuti in considerazione alcuni fattori, spesso talmente auto-evidenti che vengono dati per scontati.

Anzitutto, analizzando il grafico riportato qui sopra (che avallerebbe le tesi di Anderson), appare evidente come molti dati siano piuttosto complicati da interpretare o più semplicemente come possano avere una duplice valenza. Se ad esempio prendiamo in considerazione la voce “video”, ci troviamo di fronte a un fenomeno lapalissiano, ovvero una crescita esponenziale. Il punto è però capire tramite cosa tutto questo video viene fruito: dal grafico non taspare ma mi pare lecito pensare che il caro vecchio browser faccia ancora la parte del leone. Certo, le applicazioni Youtube si stanno diffondendo ampiamente, così come il loro utilizzo; credo però che ancora per lungo tempo ci saranno un sacco di persone che continueranno a digitare un bel www. qualcosaqualcosa per andare a vedersi i video in rete.
Discorso analogo per tutto ciò che è “social”: le applicazioni Facebook sono funzionali e carine ma per il momento io preferisco ancora scrollarmi una bella pagina web, godermi le immagini sul mio monitor 23 pollici e avere la comodità di una tastiera da desktop piuttosto che imprecare sulle dimensioni delle mie dita quando continuo a fare refusi nel digitare sulla micro-tastierina del mio smartphone touch-screen.

Al di là delle specifiche applicazioni corrispondenti agli specifici siti web che potrebbero eventualmente sostituirli, la questione più importante è, a mio modo di vedere, la gestione dell’imprevedibile, che col web funziona molto meglio che non con le applicazioni.
Mi spiego: le applicazioni vanno benissimo nel momento in cui so cosa voglio, sono abitudinario o comunque sono sicuro che il contenuto o l’informazione che mi servono sono rintracciabili all’interno delle applicazioni che ho installato o che mi installerò. Giusto per esemplificare, faccio riferimento alle principali applicazioni che ho installato sul mio telefono: per vedere dei video su Youtube, la sua app mi risulta comodissima; mediamente un paio di volte la settimana guardo le previsioni del tempo sull’applicazione de Ilmeteo.it, che ho preimpostata sulle città che mi interessano; prendendo frequentemente il treno, faccio molto prima a consultare l’applicazione creata da uno sviluppatore sconosciuto che non ad andare sul sito delle ferrovie; stessa cosa con Kayak per quel che riguarda i voli; già con Facebook per comodità uso l’app sul telefono ma la trovo meno funzionale del sito; oppure userò l’app di Google maps per orientarmi. E via così con tutte le cose che faccio di solito. E sottolineo “di solito”. Perché, si sa, l’essere umano è abitudinario. Anche nel caso dei siti web, credo che ciascuno di noi abbia mediamente quei 15-20 su cui trascorre il 90% del suo tempo in rete. Ed ecco che allora ha senso averne le applicazioni, poiché è comodo e funzionale avere le “mie” cose sempre a disposizione, magari configurate come piace a me.
A dimostrazione di ciò, vi sono i dati Nielsen sulle applicazioni più popolari sui diversi sistemi operativi mobile, che riporto qui di seguito. Ebbene, come si vede… sono sempre le stesse!
Semplificando all’estremo, penso si possa tranquillamente dire che le apps hanno preso o stanno prendendo il posto dei cari vecchi “preferiti” di browseriana memoria.
Il problema si pone però nel momento in cui ho bisogno di qualcosa che non rientra all’interno della sfera dell’abitudinario, ovvero che non posso o non sono sicuro di trovare all’interno dei programmini che mi sono installato sul desktop del pc o del telefonino. Come fare in quel caso? Penso che la risposta più ovvia sia semplicemente: uso il caro vecchio web, con il caro vecchio Google e con la cara vecchia navigazione tradizionale alla ricerca di quello di cui ho bisogno.
Di nuovo, esemplificando: se voglio vedere un video che però per uno strano caso della vita non trovo su Youtube ma solo su Vimeo, cosa faccio? Mi cerco, scarico e installo anche l’app di Vimeo? Difficile… Oppure: ammesso e non concesso che esista l’applicazione di Ticketone, se voglio assolutamente andare al concerto dei Green Day anche se non suonano in Italia, mi devo sciroppare l’app del gruppo stesso o dei corrispettivi esteri di Ticketone? Non credo, più probabilmente cercherò su Google e andrò a comprare i biglietti sul sito come ho sempre fatto.
Al di là di questi casi estremi di ricrche specifiche riguardo alle quali le applicazioni possono non rispondere in maniera esaustiva, come la mettiamo con le classiche ricerche “random”? Se ad esempio – come è già successo – mi venisse lo sghiribizzo di cercare informazioni su un mio vecchio compagno di scuola che no è su Facebook, i posti pià facili dove trovarli probabilmente saranno dei classicissimi siti web, che saranno stati scansionati da Google o Yahoo! come è sempre avvenuto.
Al di là dei miei esempi spicci, vi è la semplicissima questione del numero di apps che una persona è in grado di gestire e “navigare” dal proprio pc: nel momento in cui diventano più di 30, siamo proprio sicuri che le userò sempre tutte o che più semplicemente mi ricorderò dell’esistenza delle ultime 3? E anche ammesso che abbia una memoria di ferro, conoscendomi troverò seccante doverle andare a ripescare tutte ogni volta nella loro posizione corretta. Più facilmente – come in effetti è sul mio telefono Android – tenderò a utilizzare le 10-12 che ho sulla prima pagina del mio desktop mobile. Per il resto continuerò ad aprire il mio browser e a navigare come ho sempre fatto.

In sintesi, penso di poter prevedere che in effetti sì, le apps eroderanno tantissimo il tempo speso dalle persone su Internet ma che per quel che riguarda il “numero di cose” fatte, continuerà a prevalere il web. In altre parole, penso che quest’ultimo rimarrà prevalente per la navigazione spot e/o random, mentre le prime prenderanno il posto dei già citati “preferiti” dei browser. Ma come al solito, chi vivrà vedrà.

Muore Symbian (?). Futuro incerto per gli altri.

October 2nd, 2010 No comments

Leggo oggi che Samsung ha annunciato che dal 2011 non supporterà più Symbian, uno dei capostipiti dei sistemi operativi evoluti per cellulare/smartphone. Questo dopo lo stesso annuncio fatto da Sony Ericsson, nonchè un sopravvenuto e dichiarato disinteresse da parte di LG e una sempre più evidente concentrazione di risorse da parte di Nokia (assieme a Intel) nello sviluppo del proprio sistema Meego. Come dire – a meno di sorprese: cronaca di una morte annunciata per Symbian. Onore a Symbian.

Ora però mi chiedo quanto spazio ci sia per così tanti sistemi operativi sul mercato e quali saranno le dinamiche che ne decreteranno il success o l’insuccesso. Giusto per mettere un po’ di ordine (soprattutto per me stesso), da quel che ne so, lo scenario è di questo tipo:

– Apple ha sviluppato iOS, che gira solo sui dispositivi della stessa Apple (come dire iPhone e iPad)

– Google ha sviluppato Android, che ha una diffusione abbastanza trasversale sui telefoni dei diversi produttori

– Microsoft continua a lavorare su Windows mobile, abch’esso sostanzialmente trasversale

– Nokia (assieme ad Intel, come scritto sopra) sta sviluppando un sistema basato su Linux, chiamato Meego. Presumibilmente rimarrà limitato al solo mondo Nokia

– Samsung sta a sua volta sviluppando un proprio sistema operativo anch’esso basato su Linux chiamato Bada, già sul mercato da aprile 201o

– Blackberry ha un omonimo sistema operativo proprietario, seppur totalmente aperto

– Palmsource è sul mercato con Palm OS, inizialmente sviluppato per lo più per i PDA ma ora presente anche per gli smartphone

– Infine l’ormai morente Symbian, che in ogni caso continua ad evere una fetta di mercato tutt’ora piuttosto consistente.

Un panorama assolutamente complesso e variegato, dove come si vede la concorrenza è spietata. E dove, temo, non ci sarà spazio per tutti nel prossimo futuro. Come dire: ho paura che Symbian si troverà presto in buona compagnia.

Detto questo, mi è difficile fare previsioni su chi prevarrà, chi resisterà e chi perirà. Probabilmente funzionerà come ha sempre funzionato più o meno in qualunque mercato tecnologico: avrà la meglio la combinazione di device più potente ma comodo ed ergonomico – giusto prezzo – sistema operativo con interfaccia più funzionale – accesso a maggiori e migliori contenuti. Semplice ma difficilissimo.

Vedremo.