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Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Aggiornamenti sul mercato mobile – Arriva Nokiasoft. Durerà?

February 13th, 2011 No comments

Dopo l’annuncio della partnership di Nokia e Microsoft per lo sviluppo dei prossimi smartphone (come già scritto a suo tempo, Symbian va in pensione), si va profilando un nuovo scenario nel mercato mobile mondiale. O forse no. Perché Nokia cerca di evitare il declino associandosi al peggior sistema operativo presente sul mercao (Windows phone). Qualcuno sostiene che sia per poter dettar legge in casa di chi non ha competenze ma i soldi per svilupparle. Io ritengo sia semplicemente una mossa sbagliata. Ma come al solito sarà il mercato a giudicare. Per inciso, chi volesse avere una panoramica aggiornata del suddetto mercato, può andare a leggersi questo bel post di Seba, dove vengono forniti numeri, statistiche e novità. Esauriente e molto istruttivo.

Morte delle (internet) apps?

January 27th, 2011 2 comments

Più volte su questo blog ho espresso la mia perplessità riguardo al futuro delle apps e soprattutto riguardo alla mortifera previsione di Chris Anderson sul destino del web. Da una parte sostenevo l’ingestibilità di tutta l’informazione di cui ho bisogno tramite molteplici apps, che non fanno altro che complicarmi la vita nel momento in cui esco dal seminato dell’abitudine. Dall’altra, trattandosi sostanzialmente di mondi “chiusi”, ponevo la questione della sostenibilità di un unico conenuto (una notizia, tanto per esemplificare) per veicolare la quale ho bisogno di sviluppare tantissimi conenitori diversi (apps differenti per device diversi per molteplici sistemi operativi).
Ora, ancora una volta Luca Lani mi viene incontro, ripubblicando i dati di vendita delle versioni per iPad dei principali magazine americani: un disastro su tutta la linea.
In giro per la rete ho letto tantissime opinioni di un sacco di persone che cercavano le motivazioni di una tale disfatta: la maggior parte di esse erano da ricondurre al prezzo del contenuto fruito tramite app e/o alla praticità del device.
Io onestamente sono anche in questo caso d’accordo con Luca e più nello specifico credo si debba riflettere su alcuni aspetti di fondamentale importanza, per lo più riconducibili al buon senso e alla normalissima natura umana piuttosto che a macro-fenomeni sociali da interpretarsi tramite disquisizioni filosofiche:

– Se esiste sia una versione app che una web del mio quotidiano preferito, dove la prima è a pagamento e la seconda gratuita, perché mai dovrò scegliere di spendere soldi per qualcosa che posso avere gratis?
– Se voglio leggere il Corriere della Sera e poi LaRepubblica, perché mi devo scaricare due applicazioni differenti (che probabilmente avranno anche due interfacce differenti), aprirne una per poi chiuderla ed aprire l’altra, quando posso invece rimanere sempre all’interno del mio browser e limitarmi a digitare un nuovo indirizzo e a cliccare sui diversi link?
– Perché se voglio condividere un articolo con i miei amici di Facebook con un browser devo mediamente fare un click mentre dall’interno di una app mediamente non lo posso proprio fare?
– Perché, ancora una volta, ammesso e non concesso che l’iPad sia il device di comunicazione del futuro, devo pagare dei programmatori per “costringere” i miei contenuti all’inerno di un’applicazione da sviluppare poi su tutti gli altri tablet quando con l’HTML 5 ottengo risultati uguali o migliori in termini di resa, interattività e cratività senza dovermi reinventare ogni volta l’HTML 5 per iOS4, quello per Android, quello per Windows ecc?
– Soprattutto (e lo dico con la cognizione di causa di chi lavora nell’ambiente dello sviluppo di nuovi formati pubblicitari), se voglio render gratuita la mia app o quantomeno contenerne il prezzo, come cavolo faccio a fare soldi proponendo pubblicità da web del 1996, senza possibilità di veicolare contenuti creativi e multimediali a meno di modificare l’applicazione stessa?

Questi e tanti altri quesiti dovrebbero secondo me indurre qualche riflessione sul fatto che – sempre per citare Luca – dopo 15 anni abbiamo finalmente una piattaforma totalmente aperta, flessibile, creativa e potente (parlo del Web, ovviamente) e ora sembra che vogliamo tornare a una miriade di programmini chiusi, limitati e a compartimenti stagni o quasi. Onestamente non ne vedo molto il senso. Oltre al fatto che – per me che non sono più un giovincello di primo pelo – le applicazioni erano i cosidetti “programmi” che giravano solo in locale. Cosa che ha in effetti ancora molto senso. Per i giochi, ad esempio.

Chiudo poi con un interrogativo sui numeri: un recente studio della Chetan Sharma Consulting afferma che nel 2012 ci saranno globalmente qualcosa come 50 miliardi di download di applicazioni e che il mercato varrà circa 17,5 miliardi di dollari. Ovvio che una grossissima parte di questi ricavi andrà ai distributori (agli App store, tanto per capirci) e anche ammesso e non concesso che vi sia una certa concentrazione degli sviluppatori, rimane il fatto che le app prodotte per generare un tale fatturato sono ormai centinaia di migliaia (forse oltre il milione, considerando le diverse versioni) e che la revenue pro-app alla fine non è comunque granché… Il mio timore è cioè che il mercato sia sì enorme ma talmente frammentato da lasciare pochissimi margini ai produttori – come dire che il negoziante guadagna un sacco sui volumi derivanti dalla vendita delle scarpe di 50 artigiani diversi ma gli artigiani stessi alla fine non ci campano. E, com’è ovvio, un sistema di questo tipo alla lunga non regge.
Staremo a vedere.

Idee e capacità vs tecnologia

January 26th, 2011 No comments

Stavolta ringrazio Luca Di Cesare per avermi segnalato questo video/demo (che ri-pubblico con colpevole ritardo) di un utilizzo molto avanzato delle possibilità date da Google Docs. Molti dei commenti al video sono piuttosto scettici ma al di là della veridicità della cosa, credo che il messaggio vero sia un altro: molto spesso buone idee e conoscenze approfondite di uno strumento relativamente semplice e gratuito compensano ampiamente la mancanza di uno strumento molto avanzato e sofisticato, che non serve a nulla senza idee, fantasia e soprattutto capacità di utilizzarlo:

In un certo senso è il sequel del video che postai qualche tempo fa: “Come non usare power point:-)

5 previsioni in controtendenza sul mercato mobile per il 2011 – Post semi-scopiazzato

December 26th, 2010 No comments

Tramite il blog di Luca Lani, ho “scoperto” queste 5 previsioni di Jamie Hall sul mercato del mobile nel 2011. Dato che sostanzialmente concordo su tutta la linea, le riporto testualmente (a volte “condividere” è un bell’eufemismo usato al posto di “scopiazzare” ma io lo faccio con orgoglio), aggiungendo il mio commento sul blog di Luca.

Le 5 previsoni:

1) The mobile browser is the new black . HTML is back and it’s the new app
Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).

2) Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima previsione: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile

3) 2011 – The year of in-content mobile commerce
Si tratta delle famose valute virtuali e nuovi sistemi di micro-pagamento tramite cellulare. Di nuovo, se riesco a integrare tutto in un unico device e un unico sistema, perché non allargare anche al pagamento, che fondamentalmente già esiste?

4) Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Questa previsione è molto U.S. – centric. Niente di che, direi, semplice questione di numeri

5) Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo.

Come detto, direi che sono fondamentalmente d’accordo su tutto. Soprattutto, in virtù del lavoro che faccio (piattaforme di distribuzione e tracciamento della pubblicità online), credo e spero nei primi due punti, dato che la frammentazione dei sistemi operativi e delle applicazioni fa diventare matti tutti. In questo momento stiamo sviluppando nuove soluzioni per la distribuzione del rich media sul mobile e confermo che sia noi che concessionarie ed editori stiamo puntando per lo più sui due “ciccioni” del mercato (iOS e Android) in abbinata con l’HTML5. Il mondo delle apps è meraviglioso ma troppo chiuso e dispersivo per poter sviluppare qualcosa per tutti e temo che molto difficilmente possa entrare nella logica della scalabilità.
Ergo, al di là di tutti i bei discorsi sociologici sull’avanzata delle apps rispetto al browsing, penso proprio che come al solito sarà il denaro a guidare il tutto (= prenderà piede quello che mi costa meno – una sola versione per tutti – e che mi rende di più – tutti pagano poco per una cosa che ho prodotto una volta sola).

Quando qualità del prodotto e tempi del marketing non coincidono

November 14th, 2010 No comments

Tempo fa scrissi un post in cui esprimevo la mia perplessità di fronte ad un paio di “inconvenienti” in cui era incappata la Apple nel rilasciare l’iPhone 4 e il suo corrispettivo software, ovvero l’iOS 4 (antenna malfunzionante in un caso e rallentamento dell’iPhone 3 nell’altro). Per par condicio, nel post precedente a questo ho affrontato il problema dell’aggiornamento (disastroso da un punto di vista della procedura, anche se coronato da successo, sia come esito che come prestazioni ottenute) del Samsung Galaxy da Android 2.1 a 2.2.

Nel caso di Apple ipotizzavo una specie di sindrome “microsoftiana” d’antan, ovvero la necessità di sfornare il più presto possibile sempre nuovi prodotti per far felici gli azionisti e cercare di distanziare la concorrenza; il tutto però a scapito della funzionalità del prodotto che – nella fretta – evidentemente non era stato testato a sufficienza prima del rilascio.
Nel caso di Samsung, invece, sembra quasi che si sia partiti dal fenomeno opposto per giungere infine a un risultato analogo, dettato (a mio modo di vedere) dall’ansia di (non) perdere ulteriormente tempo. Android 2.2 è stato infatti rilasciato verso fine giugno/inizio luglio, momento a partire dal quale un po’ tutti i produttori di telefoni con s.o. Android hanno cominciato a dare il via all’aggiornamento. Ebbene, nonostante il Samsung Galaxy S sia considerato un po’ il top di gamma della casa coreana, nonché uno dei migliori smartphone Android sul mercato, credo sia stato uno degli ultimi a rendere disponibile tale aggiornamento, almeno in Italia – disponibile sul nostro mercato dal 12 novembre, circa 5 mesi dopo i primi. Il tutto dopo svariati annunci poi smentiti, rinvii, rimandi, false voci ecc. ecc. Già questa cosa non ha dato una bella immagine (io personalmente ero un po’ seccato di avere la Mercedes dei telefoni, costretto ad utilizzare un motore da 500, mentre altri con mezzi più limitati già viaggiavano col motore Ferrari). Però ero fiducioso riguardo al fatto che, una volta arrivato il turno del mio Galaxy, sarebbe stato tutto perfetto. E invece il disastro. L’aggiornamento che non veniva trovato, la necessità del patcher e persino il crash dell’applicazione per i messaggi una volta installato. La cosa “divertente”, poi, è che dopo aver cercato proattivamente per vari giorni informazioni sulla data dell’upgrade, la cosa mi stava passando di mente. Ma è stata la stessa Samsung a risvegliarmi, pubblicando l’annuncio del rilascio sulla propria pagina Facebook, di cui io sono fan, motivo per il quale mi è comparso in bella evidenza sulla mia Home Page. Il classico caso del risveglio del cane che dorme.

La sensazione, insomma, è stata che anche in casa Samsung fossero partiti con le migliori intenzioni (di garantire un upgrade liscio e perfetto sia nel processo che nei risultati) ma che poi alla fine abbia prevalso la necessità di rispettare certi tempi e non apparire come quelli che arrivano disastrosamente in ritardo. Il tutto, analogamente a quanto successo alla Apple, a scapito del risultato finale, tutt’altro che perfetto al momento del rilascio (i.e. anche in questo caso non abbastanza testato, provato, ri-testato e reso a prova di consumatore)

Detto questo, tengo a sottolineare che la Apple continua a sfornare prodotti meravigliosi e che il mio Samsung adesso va che è una meraviglia. Però temo che a volte le necessità di marketing si rivelino dei boomerang che ottengono l’effetto opposto. Soprattutto, di fronte a certe cose temo di dover rivedere la definizione di “marketing” (che detto in termini seri è sostanzialmente la modalità di approccio e posizionamento sul mercato tramite varie leve) che avevo dato qualche anno fa e in cui credevo davvero: buon senso espresso con termini tecnici e avvalorato dai numeri. I termini tecnici rimangono, i numeri anche (seppur limitati a quelli dell’orologio, a quanto pare) ma il buon senso mi pare che stia venendo un po’ meno. Anche perché ho sempre più la sensazione che dal marketing di prodotto si stia sempre più passando a prodotti del marketing. Che è moto rischioso. Perché se parti da un prodotto ottimo e sbagli la strategia di marketing, il prodotto rimane comunque ottimo e in quanto tale ha delle possibilità di compensare. Ma se parti da una strategia di marketing sbagliata e questa sta pure alla base del prodotto… Beh, così è un po’ un pasticcio.

The web is… Il futuro continuato – Lavoro nuovo, visione classica

November 6th, 2010 2 comments

Proprio al mio esordio nei miei nuovi panni lavorativi (dall’ inizio di novembre sono il nuovo country manager italiano di Weborama, oltre che di Adrime – acquisita dalla prima a inizio anno), sono stato intercettato allo IAB Forum dalla troupe di Speakerweb.tv, che mi ha fatto un paio di domande molto generiche – per evidenti ragioni di contesto – su che cosa è il web secondo me e quali sono i progetti per il futuro di Weborama – Adrime.
Al di là del mio imbarazzo (parlare dei massimi sistemi della società per cui lavori da meno di un giorno non è esattamente facilissimo), al di là dell’eloquio non brillantissimo, le luci pessime e il mio viziaccio di non riuscire a rimanere fermo davanti alla telecamera, sono abbastanza contento di constatare che l’andamento del mercato ha confermato quella che è la mia visione dello stesso da qualche anno a questa parte (o viceversa, se preferite): il web – o meglio Internet, che senno’ Chris Anderson si arrabbia – è un ambiente estremamente flessibile, dove tanti tipi di approcci comunicativi sono possibili (dall’awareness alla performance pura) e sempre più lo saranno. Basta non cadere nel solito errore di voler fare tutto tutto assieme e con gli stessi strumenti e approcci. Se si vuole fare awareness, si può e ci sono gli strumenti per farlo molto bene. Se si vuole lavorare in direct response, altrettanto, ma con strumenti diversi. Ovviamente le aree di sovrapposizione e sconfinamento sono tante – anche in Svizzera ci sono molte persone che parlano italiano e in Italia persone che parlano tedesco; ma alla fine i due stati rimangono ben separati. Basta, detta semplicemente, avere le idee chiare su quello che si vuole fare. Ecco perché – ok, vai di auto-promozione – la mia scelta lavorativa è andata esattamente in questa direzione: approccio aperto, flessibilità estrema e strumenti adatti per le diverse situazioni. Sperando che (e qui di nuovo mi do’ del presuntuoso da solo) la mia visione e l’andamento del mercato continuino a corrispondere ancora per un po’ di anni.

Arriva finalmente HP Slate – Il tablet con le funzioni del PC ma senza connessione 3G

October 23rd, 2010 2 comments

Verrà finalmente lanciato in America lo Slate di HP, ovvero un altro rivale dell’ormai notissimo iPad. “Finalmente” perché era stato annunciato parecchi mesi fa ma il lancio vero e proprio è stato rimandato varie volte a causa di presunti problemi legati a ciò che lo differenzia rispetto ai concorrenti: il sistema operativo Windows 7, che lo rende sostanzialmente assimilabile a un PC.

Evidentemente risolti tali problemi, sembra che verrà immesso sul mercato americano a 799$, un prezzo decisamente più alto ma che per l’appunto riflette un posizionamento differente, rivolto all’utenza business che, visto il software che monta, ora lo potrà utilizzare anche per lavorare, ne’ più ne’ meno come un vecchio laptop. Le caratteristiche che leggo in giro sono: Windows 7, schermo da 8.9 pollici, risoluzione di 1024×600, processore Intel Atom Z540 da 1.86 GHz, 2 Giga di RAM, 64 Giga di SSD, full HD, Wi-Fi ma – incredibilmente – nessuna connessione dati 3G.

Se da una parte ho pensato “finalmente!” di fronte alla notizia che qualcuno aveva pensato a un tablet sul quale girasse tranquillamente anche Office (i.e. col quale si potesse anche lavorare perché – diciamoci la verità – l’iPad e il Samsung Galaxy Tab sono dei bei giocattoli e dei meravigliosi lettori multimediali ma non molto di più), dall’altra sono molto molto perplesso di fronte alla scelta di non dotarsi diuna connessione 3G e/o della possibilità di telefonare. Se dispositivo mobile deve essere, che abbia tutte le dotazioni della mobilità, no? Come al solito il mercato darà il suo giudizio ma onestamente mi aspetto che quantomeno nella versione 1.1 lo Slate avrà una bella connettività estesa. Pena: il flop.

Muore Symbian (?). Futuro incerto per gli altri.

October 2nd, 2010 No comments

Leggo oggi che Samsung ha annunciato che dal 2011 non supporterà più Symbian, uno dei capostipiti dei sistemi operativi evoluti per cellulare/smartphone. Questo dopo lo stesso annuncio fatto da Sony Ericsson, nonchè un sopravvenuto e dichiarato disinteresse da parte di LG e una sempre più evidente concentrazione di risorse da parte di Nokia (assieme a Intel) nello sviluppo del proprio sistema Meego. Come dire – a meno di sorprese: cronaca di una morte annunciata per Symbian. Onore a Symbian.

Ora però mi chiedo quanto spazio ci sia per così tanti sistemi operativi sul mercato e quali saranno le dinamiche che ne decreteranno il success o l’insuccesso. Giusto per mettere un po’ di ordine (soprattutto per me stesso), da quel che ne so, lo scenario è di questo tipo:

– Apple ha sviluppato iOS, che gira solo sui dispositivi della stessa Apple (come dire iPhone e iPad)

– Google ha sviluppato Android, che ha una diffusione abbastanza trasversale sui telefoni dei diversi produttori

– Microsoft continua a lavorare su Windows mobile, abch’esso sostanzialmente trasversale

– Nokia (assieme ad Intel, come scritto sopra) sta sviluppando un sistema basato su Linux, chiamato Meego. Presumibilmente rimarrà limitato al solo mondo Nokia

– Samsung sta a sua volta sviluppando un proprio sistema operativo anch’esso basato su Linux chiamato Bada, già sul mercato da aprile 201o

– Blackberry ha un omonimo sistema operativo proprietario, seppur totalmente aperto

– Palmsource è sul mercato con Palm OS, inizialmente sviluppato per lo più per i PDA ma ora presente anche per gli smartphone

– Infine l’ormai morente Symbian, che in ogni caso continua ad evere una fetta di mercato tutt’ora piuttosto consistente.

Un panorama assolutamente complesso e variegato, dove come si vede la concorrenza è spietata. E dove, temo, non ci sarà spazio per tutti nel prossimo futuro. Come dire: ho paura che Symbian si troverà presto in buona compagnia.

Detto questo, mi è difficile fare previsioni su chi prevarrà, chi resisterà e chi perirà. Probabilmente funzionerà come ha sempre funzionato più o meno in qualunque mercato tecnologico: avrà la meglio la combinazione di device più potente ma comodo ed ergonomico – giusto prezzo – sistema operativo con interfaccia più funzionale – accesso a maggiori e migliori contenuti. Semplice ma difficilissimo.

Vedremo.

Android galoppa nel mercato degli smartphone

September 16th, 2010 3 comments

Mi limito quasi alla sola traduzione di un post appena apparso su Mashable. Nonostante il lancio dell’ iOS 4, Apple sembra perdere terreno nel mercato dei sistemi operativi (e di conseguenza anche dei device) degli smartphone. A dire il vero in termini percentuali perdono un po’ tutti, schiacciati da Android, che a luglio guadagna ben 5 punti rispetto ad aprile. In realtà, essendo un mercato ancora non saturo, stanno crescendo tutti o quasi. Solo che Android lo fa molto più velocemente degli altri. Qui di seguito i dati:

A quanto pare – trattandosi di dati globali – la causa principale di questo mezzo passo falso della Apple sembra risiedere in contratti non stretti con alcuni fra i maggiori operatori mondiali (Vodafone e Verizon), come suggerito dall’articolo stesso. Mi chiedo però se questo non sia un sintomo di una certa rigidità e chiusura atavica che Apple si porta dietro. Fino al lancio dell’iPhone sostanzialmente Steve Jobs se la suonava e se la cantava da solo (in senso positivo), dato che non aveva competitor degni di nota – in pratica sul mercato non lanciava prodotti: lanciava innovazioni. Ora però ha cominciato a giocare su un terreno che è solo parzialmente il suo (quello degli smartphone), dove per forza di cose è costretto a fare accordi con quei giganti che sono gli operatori telefonici e soprattutto dove si ritrova altri giganti come competitor (leggi: Google). Competitor che, per inciso, puntano tutto su flessibilità, innovazione e sistemi aperti. A differenza di Apple, che rischia di ritrovarsi prigioniero dei suoi – seppur meravigliosi – sistemi chiusissimi. Per non dimenticare che, a aprte tutto, Android funziona effettivamente molto bene e alcuni smartphone che lo supportano (penso al mio Samsung Galaxy) non hanno nulla da invidiare a un iPhone, anzi!

Quel che l’iPad non fa

September 15th, 2010 No comments

Già segnalato, diffuso e pubblicato da tanti ma l’ironia un po’ dissacratoria di questo spot del Newsday iPad app merita davvero. Soprattutto avalle le nostalgie romantiche di chi come me ama ancora l’odore e la sensazione tattile della carta e che con la carta stessa non ci fa anche altro dopo aver letto le notizie. Enjoy!

Arrivano gli anti-iPad

August 27th, 2010 No comments

Dopo aver cercato di contrastare l’iPhone con i vari Omnia e Galaxy,  Samsung si sta preparando a lanciare l’anti iPad, ovvero il Galaxy Tab, che è stato presentato il 2 settembre all’Ifa di Berlino. Questo il video teaser (grazie a Veronica che l’ha segnalato):

Le caratteristiche che si intuiscono: Android 2.2 (pesantemente personalizzato), display da 7″, “augmented reality”, full web browsing (ovvero supporto completo ad Adobe Flash), videochiamate, tastiera Swype. Le (probabili) specifiche tecniche: display (Super?) Amoled da 1024 x 600, processore S5PC110 con gpu PowerVR SGX540 (di gran lunga la miglior “combo” cpu-gpu attualmente sul mercato del mobile), fotocamera posteriore da 3,2 Megapixel, fotocamera anteriore Vga per le videochiamate, Gps, Wi-fi b/g/n, probabile supporto a DivX HD 720p.
In sostanza, così come per molti aspetti l’iPad sembra un grosso iPhone che non telefona, il Galaxy Tab sembra essere un grosso… Galaxy. Questa volta però con la connessione voce (enorme differenza rispetto all’iPad), oltre comunque a Skype e altre applicazioni web-based.
Tutto molto bello e – così com’è accaduto per altri prodotti – avrà sicuramente delle caratteristiche migliorative rispetto all’omologo Apple. La domanda vera é un po’ quella che ponevo a proposito delle best practices: riuscirà Samsung a differenziarsi e soprattutto farsi percepire come migliore rispetto a una cosa che superficialmente è quasi uguale e gode dell’aura di Innovazione per antonomasia (mi riferisco ovviamente all’iPad)? Lavoro duro per influenzatori, comunicatori, professionisti delle p.r. e via discorrendo e, come sempre, ai consumatori l’ardua sentenza.

iPhone 3GS con iOS 4, ovvero gli errori di Microsoft fatti da Apple

August 17th, 2010 1 comment

Nel corso degli anni Microsoft è stata a ragion veduta sempre molto criticata per alcuni flop o comunque prodotti deludenti che man mano sfornava. Si pensi ad esempio a Windows ME (Millenium Edition) o a Windows Vista, universalmente considerati come dei peggioramenti rispetto ai rispettivi predecessori e successori. Il tutto generalmente in termini di affidabilità, velocità e soprattutto stabilità. Questo accadeva, mi fu spiegato, soprattutto per una questione di fretta: fretta di far uscire prodotti nuovi in modo da tranqullizzare i propri azionisti (che aspettano sempre che le persone esborsino dei bei soldoni per comprare prodotti nuovi piuttosto che regalar loro o guadagnare poco dagli aggiornamenti dei vecchi), a discapito di un maggiore e migliore tempo di sviluppo, beta testing e risoluzione preventiva dei problemi.
Ora comncio a sospettare che lo stesso tipo di approccio stai cominciando ad averlo anche la Apple, seppur con le debite differenze. Si pensi all’iPhone 4, uscito con problemi di ricezione ormai noti a tutti (a quanto pare risolti ma la figuraccia era ormai fatta). Ora dopo l’hardware si passa al software: a quanto pare il nuovo sistema operativo iOS4 è supportato dai telefoni 3G ma li rallenta irrimediabilmente. Particolarmente spiacevole risulta il fatto che non esista, a quanto pare di capire, una procedura “ufficiale” che permetta di ritornare alla versione precedente (OS3) del sistema operativo.
Ebbene, anche questo problema verrà sicuramente risolto ma intanto sembra di assistere a una frenesia un po’ microsoftiana nel lanciare nuovi prodotti prima che essi siano sicuri e testati al 100%. E questo video lo dimostra:

Ancora sull’iPad. Per scherzo.

July 4th, 2010 No comments

A quanto pare l’iPad mi sta ossessionando: dopo aver tanto discusso sul fatto che potesse fare anche da telefono o meno, ho trovato qualcuno che evidentemente la pensa come me ed ha espresso il suo pensiero con questo video. E come me probabilmente finirà per comprarlo 😛
Buon divertimento!

HELLO! – watch more funny videos

L’iPad non è un telefono

June 26th, 2010 No comments

Dando un’occhiata alle statistiche del mio blog, mi sono accorto che un sacco di traffico mi arriva dalle ricerche “iPad telefono”, “iPad telefona?” e simili; mi pare quindi evidente che a molta gente non sia ancora chiarissimo se l’iPad sia o no un iPhone più grosso, cioè un telefonino cellulare. Ebbene, NON lo è. Quantomeno non lo può essere in senso classico, cioè non te lo puoi attaccare all’orecchio e parlarci come se fosse un normale cellulare. Al massimo può diventarlo sfruttando la connessione 3G (che è una connessione dati, non GSM) di cui ci si deve dotare e pagare per accedere a Internet. Quindi per fare una telefonata con l’iPad devi attaccare il kit camera, attaccare le cuffie e il microfono, aprire l’applicazione per le telefonate via web, collegarsi al web… Un po’ una menata, insomma. Che a me farebbe dire che alla fine della fiera no, decisamente l’iPad non funge da telefono.
In ogni caso, per qualunque dubbio, direi che la cosa migliore da fare è andare a leggersi le caratteristiche del prodotto direttamente sul sito della Apple: http://www.apple.com/it/ipad/features/
Buona lettura!

iPad, nativi digitali e non

June 26th, 2010 No comments

Ringrazio Sebastiano per aver segnalato qualche tempo fa il seguente video, dove una bambina di due anni e mezzo si ritrova ad avere a che fare per la prima volta col nuovo “giocattolo” della Apple: l’iPad. Può darsi benissimo che la bambina sia stata istruita prima ma anche se fosse le implicazioni sono decisamente interessanti.

Se da una parte il video dimostra che ancora una volta Jobs e i suoi accoliti sono riusciti a portare la teconologia più vicino a qualunque consumatore (doveroso ricordare che l’interfaccia grafica e non più testuale dei computer è merito loro), dall’altra la cosa dovrebbe porre una serie di interrogativi. Se infatti una volta si diceva che una cosa era talmente facile che “ci può riuscire anche un bambino”, oggi nell’era digitale vale il contrario: probabilmente non sono tanto i nativi digitali a dover testare le nuove tecnologie quanto piuttosto i fossilizzati dell’analogico; in parole povere probabilmente adesso dovremmo adottare l’espressione “è talmente facile che ci può riuscire anche un vecchietto”. Quello che mi domando è infatti se nel caso dei nuovi device questo sia effettivamente vero (e non è una domanda provocatoria, davvero ancora non so se mia mamma – che fa fatica a mandare le e-mail da pc – riuscirebbe a capire più facilmente la logica “touchscreen”; questo semplicemente perché non gliel’ho ancora fatta provare dal vivo e quindi non ho dati statistici a supporto). Onestamente lo spererei, anche e soprattutto in virtù di quello che è il digital divide degli anziani, di cui avevo parlato qualche tempo fa e che in Italia si fa sentire molto più che in altri paesi. Insomma, nonostante io rimanga ancora piuttosto scettico sulla reale utilità dell’iPad rispetto ad altri device (in virtù di costo, dimensioni ecc.), sono comunque speranzoso e ottimista riguardo alla capacità più allargata di strumenti come questo di facilitare la vita di tutti.