Come spesso faccio, traggo spunto da articoli e blog di altri per fare qualche riflessione su quello che secondo me sarà il futuro dei media. In questo caso particolare devo ringraziare da una parte Andrea Andreutti, che ha pubblicato a distanza ravvicinata un post sull’arrivo di Internet in Tv (con Yahoo! Connected TV) e un altro sul sorpasso della Tv da parte di internet; dall’altra Roberto Venturini, col suo articolo sulla personalizzazione della pubblicità televisiva fruita tramite Iptv.
Fondamentalmente in entrambe (o meglio: in tutti e tre) i casi il tema ricorrente è quello della convergenza fra diversi mezzi: non credo si tratti ne’ di un sorpasso ne’ di una cannibalizzazione. Si tratterà semplicemente di un graduale avvicinamento fino alla fusione totale o quasi di internet e televisione. Già qualche anno fa (parliamo addirittura del 1999) Enrico Pulcini in un suo libro intitolato “Dopo Internet” immaginava un futuro con un unico strumento multimediale che chiamava “teleputer”: un perfetto ibrido tra un televisore ed un computer. L’unica cosa che forse non immaginava con tanta chiarezza era il terzo elemento che avrebbe caratterizzato tale strumento, ovvero l’elemento mobile.
Personalmente ritengo che l’era del teleputer sia ancora abbastanza lontana, non tanto da un punto di vista tecnologico (dato che sostanzilamente già esiste: si pensi ai telefonini di ultima generazione, ovvero a quegli ibridoni fra computer, lettori multimediali e ricevitori interattivi di un segnale digitale che ormai codifica qualunque cosa: dalla voce, alle immagini, dai video ai brani musicali), quanto da pun punto di vista di fruizione da parte delle persone. Ancora una volta vale la massima “conent is king”. In parole semplici, qualunque tipo di device è totalmente inutile e perdente nei confronti degli altri se non vi sono contenuti adatti ad esservi veicolati. Credo il telefonino (ovvero la componente mobile dei tre elementi che caratterizzeranno il futuro) debba essere presa in considerazione in un contesto differente, poiché per definizione le dimensioni dello schermo, la maneggevolezza, la lentezza delle connessioni e altri fattori ancora determinano la ghettizzazione dei conenuti per mobile (i.e. è impensabile riproporre un contenuto televisivo su un telefonino). La questione sarà quindi principalmente – per il momento – fra tv e pc. Dando forse frettolosamente per scontato che il device non sarà più differenziato ma avrà una forma molto simile a un televisore con telecomando e tastiera, mi sorgono alcune domande di cui forse intuisco la risposta ma che vorrei porre a chiunque dovesse mai leggere queste righe:
1) se i contenuti video tipici della televisione possono essere tranquillamente fruiti a schermo intero su un monitor di computer da 20 pollici, siamo sicuri che un contenuto web sia altrettanto facilmente fruibile su un tv color gigante quando siamo stravaccati sul divano? Ovvero: ci sarà qualcuno che ha voglia di navigare e leggere contenuti testuali seduto in poltrona a una distanza di tre metri dallo schermo?
2) Ammesso e non concesso che la risposta al punto 1) sia “sì”, che incentivo avrebbe la gente ad andare a vedersi in tv un widget di contenuto webbaro prima o mentre si sta godendo un film?
3) Una volta associata tutta l’interattività possibile ai vecchi contenuti televisivi – partendo dalla possibilità di scelta data dal Video On Demand, passando per tutte le funzionalità tipiche degli attuali dvd per arrivare ai collegamenti in rete ad altri conenuti – siamo davvero sicuri che la gente sappia cosa farsene? Se penso a me stesso che torno a casa la sera dopo le 9, non ho onestamente molta voglia di scegliere un film fra qualche migliaio di titoli (perchè sono stanco e mi devo distrarre, non ho voglia di ricominciare a pensare) e se sto guardando la partita di Champions League, troverei solo irritante il fatto di trovarmi un layer sullo schermo che mi propone di cliccare per conoscere la biografia del giocatore inquadrato o per avere la possibilità di comprarne i calzettoni. Quello che mi interessa è godermi i gol in diretta, come ho sempre fatto negli ultimi 30 anni, ne’ più ne’ meno. Anzi, aggiungerò anche che sono un nostalgico del vecchio campionato, quando tutte le partite si giocavano in contemporanea la domenica e gli unici modi per seguirle erano la presenza allo stadio, tutto il calcio minuto per minuto alla radio e 90° minuto con Paolo Valenti.
4) Riprendendo l’anticipazione di Roberto Venutrini riguardo alla pubblicità interattiva e targhetizzabile in tv, quello che mi chiedo è quali dovrebbero essere i criteri di profilazione. Mi spiego: parlando di internet, parliamo di un mezzo la cui fruizione è tendenzialmente individuale, così come dovrebbero essere i computer da cui ci si collega. Ergo la profilazione del computer dovrebbe tendere a corrispondere a quella della persona, compresi i gusti, le attività che porta avanti, le ricerche ecc. Nel caso della tv, credo sia invece piuttosto diverso: in quanto nuovo focolare domestico, rimane sostanzialmente ancora un mezzo dalla fruizione condivisa. Se quindi anche di Iptv si dovesse trattare, su chi o cosa baso la profilazione del target? Sul capofamiglia che ha sottoscritto l’abbonamento? E se volessi parlare a moglie e figli cosa faccio, mi affido alle dichiarazioni riguardo alla composizione della famiglia e pianifico sostanzialmente basandomi sulle statistiche a campione? Quale sarebbe quindi il valore aggiunto rispetto all’oggi?
Quello che intravedo è quindi uno scenario abbastanza composito:
- In salotto ci sarà un unico strumento ibrido che riunisce le caratteristiche e capacità di tv e internet – il teleputer di cui sopra
- I conenuti che verranno fruiti su tale strumento continueranno a rimanere sostanzialmente uguali a quelli che conosciamo oggi, con momenti di fruizione abbastanza differenziati: continuerò a guardarmi un film stravaccato sul divano, possibilmente senza interruzioni, e continuerò a navigare fra contenuti testuali tendenzialmente un po’ più composto e con l’attenzione più focalizzata
- L’ interattività data ai contenuti video che gli utenti potranno apprezzare saranno molto simili a quelli offerti già oggi dai dvd (approfondimenti, backstage, lingue differenti, sottotitoli ecc.); soprattutto li potranno apprezzare nei momenti di transizione, ovvero prima o dopo aver fruito dei contenuti principali (vedo difficile che qualcuno si metta a giocare con i conenuti extra a metà film)
- L’altro aspetto positivo della nuova interattività che gli utenti potranno apprezzare è quello che conferisce “liquidità” ai contenuti, ovvero il famoso “quello che voglio, dove voglio, quando voglio” – l’ on demand. Il tutto limitato dall’umano desiderio di avere un’informazione già organizzata, almeno parzialmente: se cerco un’informazione particolare la cerco su Google seduto davanti al pc, non semisdraiato sul divano
- Dal punto di vista degli inserzionisti pubblicitari, il vero vantaggio non sarà tanto una maggiore o migliore targhetizzazione, quanto una maggiore e migliore misurabilità: non sarò mai sicurissimo di chi c’è davanti al teleputer ma saprò in maniera precisa e puntuale che fra le 20.00 e le 20.30 di giovedì sera erano sintonizzati sul tal programma esattamente 2.346.824 teleputer. Tutti contati ad uno ad uno. A differenza di quello che succede oggi, dove i numeri dati dall’Auditel del caso sono esplosioni di un campione rappresentativo, le cui proiezioni possono differire dalla realtà anche di qualche milione di unità.
Tutto questo, ovviamente, ammesso e non concesso che l’umanità continui a rimanere mediamente pigra, sociale e tesa al risparmio energetico. Chiaro che se la società si dovesse ulteriormente atomizzare e la gente cominciasse a guardare contenuti video in maniera solipsistica, allora sì, sarebbe più appropriato parlare di sorpasso di Internet sulla tv e non di ibridazione. Ma da questo punto di vista ho una certa fiducia nella cara vecchia natura umana. Vedremo.