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5 previsioni in controtendenza sul mercato mobile per il 2011 – Post semi-scopiazzato

December 26th, 2010 No comments

Tramite il blog di Luca Lani, ho “scoperto” queste 5 previsioni di Jamie Hall sul mercato del mobile nel 2011. Dato che sostanzialmente concordo su tutta la linea, le riporto testualmente (a volte “condividere” è un bell’eufemismo usato al posto di “scopiazzare” ma io lo faccio con orgoglio), aggiungendo il mio commento sul blog di Luca.

Le 5 previsoni:

1) The mobile browser is the new black . HTML is back and it’s the new app
Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).

2) Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima previsione: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile

3) 2011 – The year of in-content mobile commerce
Si tratta delle famose valute virtuali e nuovi sistemi di micro-pagamento tramite cellulare. Di nuovo, se riesco a integrare tutto in un unico device e un unico sistema, perché non allargare anche al pagamento, che fondamentalmente già esiste?

4) Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Questa previsione è molto U.S. – centric. Niente di che, direi, semplice questione di numeri

5) Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo.

Come detto, direi che sono fondamentalmente d’accordo su tutto. Soprattutto, in virtù del lavoro che faccio (piattaforme di distribuzione e tracciamento della pubblicità online), credo e spero nei primi due punti, dato che la frammentazione dei sistemi operativi e delle applicazioni fa diventare matti tutti. In questo momento stiamo sviluppando nuove soluzioni per la distribuzione del rich media sul mobile e confermo che sia noi che concessionarie ed editori stiamo puntando per lo più sui due “ciccioni” del mercato (iOS e Android) in abbinata con l’HTML5. Il mondo delle apps è meraviglioso ma troppo chiuso e dispersivo per poter sviluppare qualcosa per tutti e temo che molto difficilmente possa entrare nella logica della scalabilità.
Ergo, al di là di tutti i bei discorsi sociologici sull’avanzata delle apps rispetto al browsing, penso proprio che come al solito sarà il denaro a guidare il tutto (= prenderà piede quello che mi costa meno – una sola versione per tutti – e che mi rende di più – tutti pagano poco per una cosa che ho prodotto una volta sola).

Arriva finalmente HP Slate – Il tablet con le funzioni del PC ma senza connessione 3G

October 23rd, 2010 2 comments

Verrà finalmente lanciato in America lo Slate di HP, ovvero un altro rivale dell’ormai notissimo iPad. “Finalmente” perché era stato annunciato parecchi mesi fa ma il lancio vero e proprio è stato rimandato varie volte a causa di presunti problemi legati a ciò che lo differenzia rispetto ai concorrenti: il sistema operativo Windows 7, che lo rende sostanzialmente assimilabile a un PC.

Evidentemente risolti tali problemi, sembra che verrà immesso sul mercato americano a 799$, un prezzo decisamente più alto ma che per l’appunto riflette un posizionamento differente, rivolto all’utenza business che, visto il software che monta, ora lo potrà utilizzare anche per lavorare, ne’ più ne’ meno come un vecchio laptop. Le caratteristiche che leggo in giro sono: Windows 7, schermo da 8.9 pollici, risoluzione di 1024×600, processore Intel Atom Z540 da 1.86 GHz, 2 Giga di RAM, 64 Giga di SSD, full HD, Wi-Fi ma – incredibilmente – nessuna connessione dati 3G.

Se da una parte ho pensato “finalmente!” di fronte alla notizia che qualcuno aveva pensato a un tablet sul quale girasse tranquillamente anche Office (i.e. col quale si potesse anche lavorare perché – diciamoci la verità – l’iPad e il Samsung Galaxy Tab sono dei bei giocattoli e dei meravigliosi lettori multimediali ma non molto di più), dall’altra sono molto molto perplesso di fronte alla scelta di non dotarsi diuna connessione 3G e/o della possibilità di telefonare. Se dispositivo mobile deve essere, che abbia tutte le dotazioni della mobilità, no? Come al solito il mercato darà il suo giudizio ma onestamente mi aspetto che quantomeno nella versione 1.1 lo Slate avrà una bella connettività estesa. Pena: il flop.

Tv e internet, internet e tv: i contenuti fluidi

April 16th, 2009 No comments

Come spesso faccio, traggo spunto da articoli e blog di altri per fare qualche riflessione su quello che secondo me sarà il futuro dei media. In questo caso particolare devo ringraziare da una parte Andrea Andreutti, che ha pubblicato a distanza ravvicinata un post sull’arrivo di Internet in Tv (con Yahoo! Connected TV) e un altro sul sorpasso della Tv da parte di internet; dall’altra Roberto Venturini, col suo articolo sulla personalizzazione della pubblicità televisiva fruita tramite Iptv.
Fondamentalmente in entrambe (o meglio: in tutti e tre) i casi il tema ricorrente è quello della convergenza fra diversi mezzi:  non credo si tratti ne’ di un sorpasso ne’ di una cannibalizzazione. Si tratterà semplicemente di un graduale avvicinamento fino alla fusione totale o quasi di internet e televisione. Già qualche anno fa (parliamo addirittura del 1999) Enrico Pulcini in un suo libro intitolato “Dopo Internet” immaginava un futuro con un unico strumento multimediale che chiamava “teleputer”: un perfetto ibrido tra un televisore ed un computer. L’unica cosa che forse non immaginava con tanta chiarezza era il terzo elemento che avrebbe caratterizzato tale strumento, ovvero l’elemento mobile.
Personalmente ritengo che l’era del teleputer sia ancora abbastanza lontana, non tanto da un punto di vista tecnologico (dato che sostanzilamente già esiste: si pensi ai telefonini di ultima generazione, ovvero a quegli ibridoni fra computer, lettori multimediali e ricevitori interattivi di un segnale digitale  che ormai codifica qualunque cosa: dalla voce, alle immagini, dai video ai brani musicali), quanto da pun punto di vista di fruizione da parte delle persone. Ancora una volta vale la massima “conent is king”. In parole semplici, qualunque tipo di device è totalmente inutile e perdente nei confronti degli altri se non vi sono contenuti adatti ad esservi veicolati. Credo il telefonino (ovvero la componente mobile dei tre elementi che caratterizzeranno il futuro) debba essere presa in considerazione in un contesto differente, poiché per definizione le dimensioni dello schermo, la maneggevolezza, la lentezza delle connessioni e altri fattori ancora determinano la ghettizzazione dei conenuti per mobile (i.e. è impensabile riproporre un contenuto televisivo su un telefonino). La questione sarà quindi principalmente – per il momento – fra tv e pc. Dando forse frettolosamente per scontato che il device non sarà più differenziato ma avrà una forma molto simile a un televisore con telecomando e tastiera, mi sorgono alcune domande di cui forse intuisco la risposta ma che vorrei porre a chiunque dovesse mai leggere queste righe:

1) se i contenuti video tipici della televisione possono essere tranquillamente fruiti a schermo intero su un monitor di computer da 20 pollici, siamo sicuri che un contenuto web sia altrettanto facilmente fruibile su un tv color gigante quando siamo stravaccati sul divano? Ovvero: ci sarà qualcuno che ha voglia di navigare e leggere contenuti testuali seduto in poltrona a una distanza di tre metri dallo schermo?

2) Ammesso e non concesso che la risposta al punto 1) sia “sì”, che incentivo avrebbe la gente ad andare a vedersi in tv un widget di contenuto webbaro prima o mentre si sta godendo un film?

3) Una volta associata tutta l’interattività possibile ai vecchi contenuti televisivi – partendo dalla possibilità di scelta data dal Video On Demand, passando per tutte le funzionalità tipiche degli attuali dvd per arrivare ai collegamenti in rete ad altri conenuti – siamo davvero sicuri che la gente sappia cosa farsene? Se penso a me stesso che torno a casa la sera dopo le 9, non ho onestamente molta voglia di scegliere un film fra qualche migliaio di titoli (perchè sono stanco e mi devo distrarre, non ho voglia di ricominciare a pensare) e se sto guardando la partita di Champions League, troverei solo irritante il fatto di trovarmi un layer sullo schermo che mi propone di cliccare per conoscere la biografia del giocatore inquadrato o per avere la possibilità di comprarne i calzettoni. Quello che mi interessa è godermi i gol in diretta, come ho sempre fatto negli ultimi 30 anni, ne’ più ne’ meno. Anzi, aggiungerò anche che sono un nostalgico del vecchio campionato, quando tutte le partite si giocavano in contemporanea la domenica e gli unici modi per seguirle erano la presenza allo stadio, tutto il calcio minuto per minuto alla radio e 90° minuto con Paolo Valenti.

4) Riprendendo l’anticipazione di Roberto Venutrini riguardo alla pubblicità interattiva e targhetizzabile in tv, quello che mi chiedo è quali dovrebbero essere i criteri di profilazione. Mi spiego: parlando di internet, parliamo di un mezzo la cui fruizione è tendenzialmente individuale, così come dovrebbero essere i computer da cui ci si collega. Ergo la profilazione del computer dovrebbe tendere a corrispondere a quella della persona, compresi i gusti, le attività che porta avanti, le ricerche ecc. Nel caso della tv, credo sia invece piuttosto diverso: in quanto nuovo focolare domestico, rimane sostanzialmente ancora un mezzo dalla fruizione condivisa. Se quindi anche di Iptv si dovesse trattare, su chi o cosa baso la profilazione del target? Sul capofamiglia che ha sottoscritto l’abbonamento? E se volessi parlare a moglie e figli cosa faccio, mi affido alle dichiarazioni riguardo alla composizione della famiglia e pianifico sostanzialmente basandomi sulle statistiche a campione? Quale sarebbe quindi il valore aggiunto rispetto all’oggi?

Quello che intravedo è quindi uno scenario abbastanza composito:
– In salotto ci sarà un unico strumento ibrido che riunisce le caratteristiche e capacità di tv e internet – il teleputer di cui sopra
– I conenuti che verranno fruiti su tale strumento continueranno a rimanere sostanzialmente uguali a quelli che conosciamo oggi, con momenti di fruizione abbastanza differenziati: continuerò a guardarmi un film stravaccato sul divano, possibilmente senza interruzioni, e continuerò a navigare fra contenuti testuali tendenzialmente un po’ più composto e con l’attenzione più focalizzata
– L’ interattività data ai contenuti video che gli utenti potranno apprezzare saranno molto simili a quelli offerti già oggi dai dvd (approfondimenti, backstage, lingue differenti, sottotitoli ecc.); soprattutto li potranno apprezzare nei momenti di transizione, ovvero prima o dopo aver fruito dei contenuti principali (vedo difficile che qualcuno si metta a giocare con i conenuti extra a metà film)
– L’altro aspetto positivo della nuova interattività che gli utenti potranno apprezzare è quello che conferisce “liquidità” ai contenuti, ovvero il famoso “quello che voglio, dove voglio, quando voglio” – l’ on demand. Il tutto limitato dall’umano desiderio di avere un’informazione già organizzata, almeno parzialmente: se cerco un’informazione particolare la cerco su Google seduto davanti al pc, non semisdraiato sul divano
– Dal punto di vista degli inserzionisti pubblicitari, il vero vantaggio non sarà tanto una maggiore o migliore targhetizzazione, quanto una maggiore e migliore misurabilità: non sarò mai sicurissimo di chi c’è davanti al teleputer ma saprò in maniera precisa e puntuale che fra le 20.00 e le 20.30 di giovedì sera erano sintonizzati sul tal programma esattamente 2.346.824 teleputer. Tutti contati ad uno ad uno. A differenza di quello che succede oggi, dove i numeri dati dall’Auditel del caso sono esplosioni di un campione rappresentativo, le cui proiezioni possono differire dalla realtà anche di qualche milione di unità.

Tutto questo, ovviamente, ammesso e non concesso che l’umanità continui a rimanere mediamente pigra, sociale e tesa al risparmio energetico. Chiaro che se la società si dovesse ulteriormente atomizzare e la gente cominciasse a guardare contenuti video in maniera solipsistica, allora sì, sarebbe più appropriato parlare di sorpasso di Internet sulla tv e non di ibridazione. Ma da questo punto di vista ho una certa fiducia nella cara vecchia natura umana. Vedremo.

Il futuro della grande distribuzione (?)

March 8th, 2009 No comments

Forse cercando – una volta tanto – di anticipare i tempi rispetto alla concorrenza, la Microsoft ha prodotto alcuni video sulla visione del futuro a breve termine (nel 2019), la cui sintesi (pezzi di tutti montati assieme) ho riportato e riprodotto nel mio post sul digital divide, prendendolo a prestito da Imlog.

Dei vari video singoli, ho trovato molto interessante quello sulla grande distribuzione (anche se loro lo chiamano “retail”), che mi fa piacere riprodurre per intero senza linkarlo:

Generalmente mi occupo degli aspetti del marketing più vicini alla comunicazione in senso puro ma questo tipo di visione – che trovo abbastanza realistica – penso debba far riflettere. Siamo in presenza di una via di mezzo fra il marketing di prossimità, il mobile marketing, l’organizzazione del POS, una forma avanzatissima di search marketing e varie altre cose. La cosa bella – o brutta, a seconda dei punti di vista – è che praticamente tutti gli elementi necessari perchè questo tipo di visione si realizzi sono già presenti. Proviamo a dissezionare il filmato e ad elencarli, ovviamente semplificando:
– Una donna entra in un supermercato con un cellulare in mano. Questo ce l’abbiamo tutti
– Appena entrata si scopre che sul cellulare ha la lista della spesa. Anche questo è già possibile e io stesso lo faccio.
– Fatti i primi passi, riceve sul cellulare un messaggio di benvenuto. Questo è realistico, tramite, ad esempio, bluetooth
– Successivamente la sua lista della spesa si sincronizza con il database del supermercato e, tramite una specie di sistema gps, viene creato il percorso ottimale per trovare tutto. Anche in questo caso ho elencato elementi e processi esistenti o comunque possibili
– Poi, sempre tramite bluetooth, le viene notificata un’offerta speciale mentre passa davanti allo scaffale con il prodotto in questione
– Tralasciando tutta la parte di organizzazione del supermercato stesso, la spesa si conclude con il pagamento, sempre tramite cellulare. Anche questa è una modalità già possibile.

I motivi per cui esistono tutti gli elementi necessari a completare il quadro ma non ancora il quadro stesso, sono molteplici. Partiamo dalla scarsa familiarità delle persone con strumenti come il bluetoth, passando dalla bassa diffusione dei sistemi gps sugli attuali cellulari per finire con ovvi problemi legati alla privacy e a questioni più terra-terra come l’abitudine di certe persone – come me – ad andare a fare la spesa senza sapere esattamente cosa vogliono, ovvero senza lista predefinita. Per quanto affascinante, una visione di questo tipo è forse fin troppo complessa. E’ però certo che (e qui ammetto la mia scarsa modestia) già nella mia tesi di laurea del 2001 auspicavo un futuro in cui le offerte speciali o le promozioni mi venissero segnalate tramite cellulare in prossimità del punto vendita e in base ai miei gusti, precedentemente profliati. Questo sì, sarebbe già possibile ed è un’occasione che ritengo la GDO e i brand che ad essa si appoggiano dovrebbero cominciare a valutare. Quasi sicuramente svilupperebbero pochi numeri all’inizio ma sono abbastanza convinto che essere fra i primi ad abbracciare queste tecnologie ptrebbe portare a dei vantaggi competitivi non indifferenti.  Io intanto provo a suggerirlo ai miei clienti 😉
Staremo a vedere.