A mio rischio e pericolo riporto – senza fare nomi – il caso di un mancato cliente che evidentemente si è fatto convincere dall’idea (sbagliata) che Facebook sia la panacea a basso costo di tutti i mali dell’advertising e ora probabilmente sta invece pensando che Facebook (e internet – che è più grave) sono la più grossa sòla della storia.
Riporto sinteticamente e con una grossa parafrasi come sono andate le cose.
[Conversazione telefonica fra Mancato Cliente MC e il sottoscritto RC]
MC: “Buongiorno, mi hanno detto che lei si occupa di pianificazione pubblicitaria su Internet. Noi abbiamo un nuovo prodotto di un brand molto noto che vorremmo lanciare e siamo molto interessati a Facebook. La nostra web agency ci ha già fatto una proposta ma vorremmo avere un preventivo anche da voi per fare un confronto”
RC: “Sì, è vero, ci occupiamo di pianificazione sui mezzi digitali e in effetti Facebook è la piattaforma di cui tutti ci chiedono ultimamente. In effetti è vero che probabilmente ha un potenziale enorme (a febbraio Nielsen Online riportava più di 11 milioni di utenti unici) ma le confesso che allo stato dell’arte non è ancora chiarissimo – men che meno a me – se vi sia e quale sia il modo più sensato per sfruttarlo pubblicitariamente [tralascio tutta la parte tecnico-filosofica che ho già trattato in post precedenti]. In questo momento i progetti standard comprendono una fan page, lo sviluppo di un’applicazione possibilmente virale e, quello che più conta a mio modo di vedere, la visibilità in senso classico che si da’ al tutto, ovvero i banner e i link che portano all’applicazione/fan page”
MC: “Sì sì, esattamente questo vorremmo, è quello che ci sta proponendo la nostra web agency che ha sviluppato il sito”
RC: “Beh, guardi, io preferirei lavorare in altra direzione ma se proprio volete lavorare su Facebook possiamo buttarle giù un progetto. La avviso però che da un punto di vista economico il grosso sarà allocato sulla visibilità; cercheremo di sviluppare un’applicazione molto interattiva e che possa avere degli elementi molto forti di viralità incentrati sul prodotto ma ovviamente dipende molto dalla creatività e dall’appeal del prodotto stesso, motivo per il quale non mi affiderei troppo a quello per il successo del progetto”
MC: “Sì sì, va benissimo, grazie, arrivederci”
[Passa qualche giorno, lavoriamo su un'idea di applicazione che sia percepita dagli utenti come un giochino carino da condividere con gli amici e che faccia leva in modo leggero sulle caratteristiche del prodotto, così che chi la riceve sia invogliato a mandarla agli amici col sorrisetto divertito stampato in faccia. Inoltre, come anticipato, elaboriamo un piano di seeding e un piano media classico per dare visibilità al tutto. Tutto ciò per qualche decina di migliaia di euro, senza i quali la cosa - per quanto carina - probabilmente rimarrebbe confinata a poche persone, con un valore abbastanza fine a se' stesso. Mandiamo al cliente e lo chiamiamo per un feedback]
RC: “Buongiorno, ha avuto modo di valutare la proposta? Che ne pensa?”
MC: “Sì sì, la ringrazio. E’ molto carina e ben fatta, abbiamo apprezzato. Solo che la proposta della nostra web agency è decisamente più economica: per l’applicazione ci chiedono un quarto di quanto ci chiedete voi e per la visibilità volevamo spendere circa un decimo di quanto da voi suggerito. Di nuovo grazie ma lavoreremo con la nostra web agency”.
Leggero scorno e rassegnazione ma vabè, sono inconvenienti del mestiere. Non è la prima volta ne’ sarà l’ultima.
Senonchè l’altro giorno per curiosità sono andato su Facebook a cercare qualcosa che riguardasse il prodotto in questione. Ebbene, trovo sia fan page che applicazione. Non darò giudizi di valore ma lscerò parlare i fatti:
- fan page con 29 iscritti (dopo quasi un mese), che è il numero medio di fan che si trovano al lancio di queste iniziative, generlamente raccattate fra persone dell’azienda, amici e agenzia;
- applicazione che consiste semplicemente in un’immagine del prodotto offuscata da un patina argentata (tipo gratta e vinci) da togliere con una gomma virtuale. Tolta la patina, si invitano gli utenti a regalare il prodotto agli amici. Con quale incentivo/vantaggio? Assolutamente nessuno.
Ammetto di essere acido e spocchioso ma il cliente avrà anche speso x volte meno che non usando la nostra agenzia ma se il risultato è pari a zero direi che non si tratta di risparmio ma di soldi buttati totalmente via. Al di là della bontà del nostro progetto (che non avendo mai visto la luce potrò raccontare come il migliore del mondo da qui all’eternità senza tema di smentita), credo che una delle tante cose che dovrebbero essere superate è l’idea che fare comunicazione su web costi poco. Il web è efficiente, non costa poco. Sono cose ben diverse. Se – dando numeri totalmente esemplificativi – un contatto televisivo mi costa un dollaro, un milione di contatti televisivi mi costeranno un milione di dollari. Se dico che il web è di un 30% più economico, significa che un singolo contatto mi costerà 70 centesimi. Se però voglio spendere poco (diciamo 7.000 dollari), dovrò acconentarmi di raggiungere 10.000 persone. Se invece voglio raggiungere un milione di persone via web, dovrò spendere 700.000 dollari. Che in termini assoluti sono un sacco di soldi. Meno della tv ma comunque un sacco di soldi. Spesi in maniera più efficiente ma comunque un sacco di soldi. Chi lavora nel media mi perdoni l’estrema e poco ortodossa semplificazione ma credo che a volte sia necessario per far comprendere che tutto ha un valore, anche alto, compreso il web.